Ottima prima colazione, anche se ci ho messo un poco a decidere e sono stato un po’ in dubbio: torta al cioccolato, crostata o dolce alle fragole e panna? Sì, ieri è andata propio così. Milano scatenata in piazza, cento piazze e mille vie colorate di arancione, il colore che è diventato il simbolo della nostra campagna elettorale. Per fortuna, però, che prima di occupare la città con il loro entusiasmo, molti si sono messi ai fornelli e il risultato sono – anche – le torte che ho potuto portare a casa. Sono molto goloso, è risaputo, e dunque i dolci sono stati davvero un grande regalo. E devo dire che mia moglie è l’unica cosa che non sa fare.
Torte fatte in casa, balli per strada, borse cucite nelle case… E anche ben di più: mi segnalano che da due sere le magnifiche signore della lista civica fanno le ore piccole. E sapete perchè? Perché, davvero come ai vecchi tempi, se ne vanno in giro per la città ad attacchinare. Colla, spazzolone, scala, ed eccole a gruppi di tre a riempire gli spazi assegnati dei loro manifesti. Ho ricevuto un sms notturno che sprizzava allegria: . Vero. Ho girato non poche piazze, ieri, ho fatto fotografie con bambini che sono venuti a chiedermi se davvero faremo la città dei bambini, come quella di Genova; ho perfino tenuto in braccio un barboncino bianco che Elisabetta, un’amica, aveva vestito da supporter con un fiocco arancione annodato al collare.
Un’atmosfera da strapaese, un’aria che a Milano sembrava scomparsa, coperta da quella inquinata che si respira. Un modo di stare bene insieme, con semplicità e allegria. Non credo affatto che questa dimensione sia in contraddizione con quello che abbiamo in mente per la nostra città: quella di farne di nuovo un punto di riferimento per lo sviluppo del nostro paese. L’umanità dei rapporti, la gioia di stare insieme, il sorriso, sono dei valori importanti. E li abbiamo ritrovati grazie a tutti voi.