La nostra tessera del Bike-Mi, va a ruba. Ne abbiamo una a disposizione per lo studio, e mi sa che dovremo farne un’altra. Però non c’è volta che qualcuno non sia costretto a lamentarsi: Milano non è una città per andare in giro in bicicletta. Non è solo il pavé. Se sei uno ligio, che vorrebbe rispettare le regole della strada, sei messo male. Ci sono certi percorsi che è impossibie fare se non salendo sul marciapiede o andando contromano. Eppure, cambiare si potrebbe. Basterebbe crederci, i progetti già ci sono. Ho studiato quello che abbiamo prodotto noi, qui a Milano, e che è rimasto – come troppe promesse – un libro dei sogni. Maurizio Baruffi e Paolo Hutter ne hanno da raccontare su quel che avrebbe potuto essere e non è stato. Due nomi come i loro, adesso, sono vicino a me, impegnati a trasformare la città e a realizzare quei famosi progetti rimasti chiusi nei cassetti.
Leggevo Green Life, un volumetto dei tascabili dell’ambiente, e mi ha colpito vedere riassunto quello che si è fatto dalle altre parti. Non parliamo di Amsterdam, che può sembrare una provocazione: là sette abitanti su dieci hanno la bici e il 38% degli abitanti va pedalando al lavoro o a scuola. Ma il caso di Stoccolma, sì, che è un paragone: tutti vivono a trecento metri da una fermata dei mezzi pubblici, ci sono 760 km  (760! noi ne abbiamo cento!) di piste ciclabili e più dell’ 80 per cento degli uffici incentiva e favorisce l’uso della bici. Ad Amburgo, siccome si muoveva in bicicletta solo il 9%, il comune ha deciso di fare qualcosa e ha aumentato a 1.700 i km di piste. E a Copenhagen la bici è vissuta come il mezzo urbano di spostamento più rapido e sicuro, con il 36% degli abitanti che la usano per andare in ufficio, a scuola, a fare la spesa. Sono storie di città che hanno cambiato il loro dna in pochi anni. semplicemente cominciando a mettere la questione dell’ambiente al primo posto. Kyoto non è un’astratta dichiarazione di principi e non è qualcosa che riguarda gli altri, a livelli più alti. Non sarebbe male cominciare a mandare le due ruote al potere.