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Gli invisibili

Vi avevo già detto, di ieri sera. Ma voglio tornarci sopra perché è stata la serata più emozionante della mia campagna elettorale. Questa campagna sono dei fili che si tendono, e poi si annodano, si ritrovano, formano una trama. Un tessuto prezioso. Avevo già incontrato le donne e gli uomini della cooperativa La cordata, e adesso eccoci qui, di nuovo insieme, e stavolta anche insieme a chi vede in me – nel futuro che potremo costruire – la speranza di una città più giusta. La regia è emozionante: il filmato di una partita di basket in carrozzella. Le interviste ai protagonisti. Dice un ragazzo: Era sabato sera, ho fatto un incidente in macchina… Un altro aggiunge: se tornassi indietro, vorrei rifare tutto, anche l’incidente; perché adesso sono una persona meno tormentata. Valentina, la voce suadente, è un’ attrice, legge una lettera meravigliosa: è di Nenette, la mamma di un ragazzo che vive sulle ruote e che la burocrazia vessa perché vuole essere sicura che non rubi l’assegno di accompagnamento.
Franco Bomprezzi, che, anche lui, vive su una carrozzella, racconta di sé: Quando si vive una situazione sulla propria pelle, dice, non ci si può tirare indietro. Lui racconta di averci provato. Ha cominciato a fare il giornalista a Padova e l’aveva messo bene in chiaro: voglio occuparmi di cronaca nera, non voglio occuparmi di disabili. Mica le giornaliste devono occuparsi solo di donne… Come disabile, voleva essere invisibile.

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A proposito di imprese sociali…

Sono andato alla Barona, a vedere come lavorano e che cosa fanno quelli della Cordata.  Una storia bellissima, che nasce alla fine degli anni ’80 da un gruppo di scout dell’Agesci.
E a proposito di scout, che tuffo nel passato! Siamo lì a parlare, quando PaoloCottino, giovane urbanista, responsabile della sezione periferie e riuso degli spazi, tira fuori una foto. L’ha portata per me, dice che gliel’ha data suo padre, e dice che in quella foto ci sono anche io. Io e suo padre eravamo insieme nei lupetti, con i pantaloncini corti e il fazzoletto al collo, eccoci lì, bambini.
Mi fa un certo effetto sentire questo ragazzo, che potrebbe essere mio figlio, e scoprire come abbia fatti suoi i nostri ideali e come stia lavorando, insieme con gli altri, per realizzarli. (altro…)

Per il Bene Comune

Che regalo, ieri mattina, il sole magnifico che scaldava la neve. Sono passato al mercato della terra di largo Marinai d’Italia e, dopo aver chiacchierato amabilmente con Carlin Petrini intabarrato e nascosto sotto un cappello nero a falde larghe, ho approfittato per fare la spesa. Sono certo che Natale sarà ancora più festa, grazie allo zampone che ho potuto comprare. E poi ai patè di fegato d’oca, al taleggio, alla birra artigianale che viene dall’abbazia dei monaci cistercensi, tutti prodotti nel giro di pochi chilometri.
Eppure, quella di ieri, non è stata una grande giornata. Venerdì sera ho finito tardissimo il mio tour di incontri con i circoli del Pd. In programma ne avevo due, e tra l’uno e l’altro, sono passato alla Camera del lavoro dove c’è stata una gran bella iniziativa, una sorta di maratona per raccogliere fondi per garantire il diritto di difesa a chi non può permetterselo. (altro…)