Altro che Londra, altro che Hyde Park! Parco Solari, metà pomeriggio di un sabato davvero speciale intitolato <Solari in festa, facciamo merenda con le idee>. Lascio il trambusto dei resti del mercato del Papiniano, attraverso il fiume d’auto di viale Coni Zugna, sfioro la fila dei forzati della spesa al supermercato e arrivo in un’oasi assolutamente inattesa.
Non ci posso credere: ci sono bambini che disegnano sdraiati sui prati; improvvisati mercanti che vendono piante di margherite ingentilite da un involucro che dice <fiorisce una nuova primavera>; c’è chi distribuisce una scheda che chiede <di compilare questa scheda con le tue richieste e le tue proposte sulla nostra zona per presentarle a Pisapia>; chi offre adesivi eloquenti <non domani. Adesso!>, firmato giovani per Pisapia; chi, a turno, sale sul piccolo podio e si mette a parlare. Proprio come ad Hyde Park Corner.  E pensare che quando ho ricevuto l’invito, non avevo capito; parlava dei cittadini solari, con la <s> minuscola, e mi sono chiesto che razza di comunità fosse. Adesso che ci sono capisco che avevo capito male, ma non proprio del tutto: qui, davvero, è come se un sole caldo e luminoso avesse pervaso tutti.
C’è una gioia, un entusiasmo, una frenesia che ti tirano dentro. Scopro che i cittadini della zona Solari si incontrano tutti i giovedì dalle sette di sera al Bistrot del Tempo ritrovato in via Foppa 4 e mettono a punto le loro iniziative. La prossima, mi anticipano, sarà una biciclettata. Mi racconta Francesca: <Succede che l’entusiasmo che ha ognuno di noi lo passa agli altri, come in una catena che si allunga sempre di più>. Dice che sono in novanta, ma che ogni giovedì arrivano delle persone nuove. E ogni giovedì sfornano nuove idee.
Una delle ultime è stata quella delle borse. Vedo che in vendita ci sono delle splendide shopping bag color arancione con stampato sui manici <Giuliano Pisapia sindaco> e mentre mi chiedo dove ho visto una stoffa di uguale colore, scopro che quello è davvero un colpo di genio. Per la nostra iniziativa al teatro dal Verme avevamo pensato di distribuire nel kit elettorale dei braccialetti di stoffa e avevamo comprato delle pezze di stoffa arancione. Ma qualcosa era andato storto e quella stoffa era rimasta in via Sartirana, nella nostra sede, inutilizzata. Quella stoffa, adesso, grazie all’idea di Elisabetta, è diventata centinaia di borse che le donne di via Solari tagliano e cuciono insieme.  <Non sono mai stata iscritta a un partito – mi racconta Elisabetta – nè avevo mai partecipato in prima persona a una campagna politica ma in te credo talmente tanto che ho deciso di fare tutto quello che posso>. <Vedi – mi spiega – tu parti dal basso davvero, prima di dire, ascolti; in tanti anni non avevo mai visto una cosa del genere e allora ho deciso che tu sei la nostra grande occasione>.