Si riparte, e questa volta per davvero!

Passata la sbornia dovuta all’esito delle primarie, passati i turbolenti momenti di difficoltà e bisticci fra chi, da ora in poi, sosterrà la mia corsa come fosse sua (anche perché cosi è). Mangiati panettoni- che buono quello di Panarello- e pandori, stappato lo spumante, aperta la calza della befana, adesso tocca di nuovo a tutti noi lavorare per realizzare l’impresa.

Con la testa rivolta al futuro mi piace però raccontarvi le sensazioni che mi hanno accompagnato in questi primi giorni dell’anno, stracolmi di riunioni e incontri per compattare ancor di più la coalizione. Le vacanze hanno lasciato Milano semi-deserta, e io, recandomi da un posto all’altro, ripensavo a quando facevo lo stesso ormai quasi sei mesi fa e a tutte le similitudini con quel periodo.

Giravo in maniche di camicia e non in giacca a vento, quello sì, però anche allora i miei interlocutori mi guardavano come un matto, uno che si buttava in una battaglia persa in partenza, uno che “è una brava persona, ma le primarie non le vincerà mai”.

Non so se anche adesso la pensino allo stesso modo, certo è che i più fra quelli che a luglio non ci credevano hanno cambiato parere. La battaglia persa in partenza l’abbiamo vinta e adesso si va alla guerra, Davide contro Golia, e sappiamo tutti com’è finita…

L’anno per me è iniziato in casa, nella prima settimana sono riuscito ad andare addirittura due volte a cena da mia madre, cosa che non ho mai avuto il tempo di fare nei sei mesi precedenti. Una sera mi sono concesso anche uno svago sportivo per raccogliere l’invito di Dan Peterson ad andare a sostenerlo, e per omaggiare il ritorno di un grande personaggio che a Milano ha dato tantissimo in anni in cui nella nostra città si poteva sognare. E da un sogno sono partito anche io. Da lunedì testa bassa, ad impegnarci per realizzarlo insieme.