Mi piace di più quando i viaggi cominciano, non quando finiscono. E la parola addio non è tra quelle che amo. Eppure il momento è arrivato. Ho un po’ di groppo in gola, ma sono qui, oggi, a dirvi che questo pezzo di storia è finita. Abbiamo fatto la campagna elettorale più bella del mondo; e questa pagina ne è stata uno specchio fedele. Abbiamo registrato ogni giorno, per un lungo anno, i nostri appuntamenti; abbiamo mantenuto con costanza il nostro diario di bordo; abbiamo raccontato luoghi, persone, sentimenti, emozioni. Tutto è qui dentro, in queste pagine… e vi confesso che mi capita ancora di andare a ritroso, a rileggere i frammenti di quell’incredibile avventura che abbiamo costruito. È un capitale enorme, è la nostra memoria, è la nostra vera ricchezza. È stata anche la nostra gioia.
Ma oggi è passato un anno. Era il 14 novembre quando ho vinto le primarie. E dal giorno dopo è cominciata un’altra storia, quella che adesso stiamo scrivendo. Dunque, non è più tempo di un diario intimo. Soprattutto, ora, non c’è più tempo. Ora ci sono mille impegni che incalzano: comincio la mattina e finisco la sera in una girandola di incontri, a volte mi pare di essere una macchina che pigia un bottone e poi un altro, cambiando interlocutori e problemi ogni mezz’ora. Decisioni difficili da prendere e si sa che ogni scelta scontenta qualcuno. Difficoltà enormi da affrontare e non sempre è possibile avere l’ottimo, a volte bisogna accontentarsi del meno peggio. Ci eravamo dimenticati, quanto fosse difficile governare. Da vent’anni non eravamo noi, a farlo. Certo sapevamo che non esiste la bacchetta magica che risolve i problemi dall’oggi al domani, che è più facile criticare che fare e che la malattia infantile dell’estremismo è sempre in agguato. Ma l’unica cosa che rimpiango è di non potermi più abbandonare su queste pagine.
Per il resto, sono felice. Felice di avere l’opportunità di cambiare davvero questa nostra città. Felice e sicuro di farcela. Dalle promesse e dalle speranze, siamo passati a costruire i fatti. Non ho dubbi, e nessuno deve temere: governeremo con le mani pulite; avrò a cuore il destino di tutti e non ci saranno più gli ultimi; continuerò ad usare come guida due parole in cui credo, giustizia e diritti. Ci troviamo ogni giorno su Facebook, su Twitter, sul sito del nostro Comune. Solo, questa pagina non avrà più aggiornamenti. La mettiamo in cornice, è stata la nostra preziosa compagna, continuerà ad essere la nostra memoria.
Il nostro cammino prosegue, però.
Giuliano, sarò necessariamente brevissimo. Sappi che la tua onestà ed il tuo impegno sono apprezzati anche fuori Milano. Nei miei “ultimi 40 anni” di professione di Architetto a Roma, convinto come te che un mondo, una città e un’architettura migliori fossero necessari, mi sono sempre battuto, in tutte le sedi e come tanti altri, perché ciò fosse possibile, partendo però da un principio, verificato, che per questo non servono né Archistars né quelli che aspirano ad esserlo, anzi è pericoloso “accompagnarsi” a loro….come hai potuto constatare anche tu. Un abbraccio fraterno
Mauro Coronelli
Grazie a Lei Sindaco,
continui così credendo e sperando nel possibile e nell’impossibile, cosa difficile e faticosa per tutti, ma che da grandi soddisfazioni, a volte non nell’immediato, ma prima o poi arrivano. Spero che possa leggere queste righe, non per ricevere a tutti i costi una risposta, ma perchè mi farebbe proprio piacere farLe arrivare questo piccolo pensiero e vicinanza. Da questa parte della barricana (la cittadinanza) si avvertono i suoi sforzi, la sua onestà e la sua passione nel portare avanti questo incarico. Ci vorrà ancora tempo e il lavoro di tutti, di tanti, ma dei miglioramenti nel modo di pensare la vita pubblica, la vita insieme si vedono e si vedranno. In fondo siamo concittadini, cioè persone che vivono insieme, come una grande enorme, gigantesca famiglia e ce lo dimentichiamo spesso. Poveri ricchi, bianchi, neri, uomini, donne, bambini ect ect ect…una lista interminabile…chi ce lo fa fare di odiarci e stare male??? E’ l’uovo di colombo, ma difficile da realizzare, spesso quasi impossibile…un grande ideale, quasi un’utopia. Quando vedo proprietari di Suv immensi e costosissimi arrabbiati, nervosi, che arrivano perfino a uccidere un vecchietto che aveva ragione a Cremona, un coetaneo che difendeva il diritto di sua moglie penso che i soldi davvero non fanno la felicità!!!L’investitore settantaduenne!!! Ma che succede?? Dove stiamo finendo? A che serve avere tanto e odiare il prossimo a tal punto da ucciderlo. E’ molto triste. Ed è uno dei mille argomenti e problematiche di oggi. Perchè tanta arroganza, perchè tanta rabbia proprio da chi sta meglio e potrebbe permettersi, da vero signore, di essere magnanimo? Si è perso questo gusto. Questo fa male e provoca scoramento, altra rabbia e paura. Guidando a Milano si sente, si percepisce tanta rabbia e insieme paura e quindi violenza, verbale, fisica. Si innesca un meccanismo vizioso. Sembra quasi che gli adulti debbano essere rieducati, come i bambini: educati a immedesimarsi nell’altro, se si vuole con un principio cristiano vecchio e intramontabile, ma anche, diciamo così, di sinistra. Fermiamoci sulle strisce pedonali. Un piccolo gesto che deve venire da dentro, dovrebbe venirci spontaneo almeno ogni tanto. Cerco di farlo spesso proprio per non dimenticare che l’altro sono io dopo un’ora quando cammino a mia volta. Che schizzofrenia invece sulla strada! Piccole cose, ma cartine tornasole dell’inciviltà strisciante che ci sta sommergendo. La ringrazio Sindaco, per l’attenzione e per il Suo lavoro e le mando un caldo abbraccio.
Alessio 39 anni
noi siamo qui…non ti scordare che la città ha creduto in te e camminare con questo pensiero in mente