Sono nato in maggio, segno del Toro, segno di terra. Quelli che ci capiscono di astrologia, dicono che la radice della mia concretezza è da cercare lì, nel mio cielo. In effetti i <segni> mi dicono poco, difficile che mi faccia prendere dalle suggestioni e se c’è una ragione per la quale litigo con mia moglie è che lei cambia umore a seconda di quel che predice l’oroscopo.

Però quello che mi ha raccontato Paola, la regista che ha girato gli spot elettorali che dal 28 di aprile andranno su tutte le tivù locali, ve lo devo riferire subito perché mi sembra davvero che non si possa ignorare. Dice Paola che qualche giorno fa erano davanti a Palazzo Marino e in una pausa della lavorazione si sono messi a riposare intorno alle aiuole e hanno trovato cinque quadrifogli. Cinque quadrifogli in piazza della Scala, davanti al Municipio! Mi è sembrata una combinazione magnifica, un buon auspicio clamoroso; insomma, non c’è storia, stavolta vinciamo davvero. E se ve lo dice uno del Toro…

A proposito: i nostri spot. Li ho visti oggi pomeriggio e mi sono sembrati semplicemente straordinari. Li trovo emozionanti e ho anche capito il perché: perché sono veri. Non ci sono attori, non ci sono comparse: ci sono persone. Paola ha fatto il casting tra i nostri volontari, scegliendo un campione diverso in base alle età. Non ha dato loro un copione da recitare; ha chiesto loro di dire col cuore perché stanno lavorando per questa campagna elettorale. Dal 28 di aprile li vedrete, spero, su tutte le tivù. E sono sicuro che piaceranno anche a voi.

Ecco, l’atmosfera degli spot è la stessa che si respirava stamattina alla Camera del lavoro, con la mia cara amica Susanna Camusso (che mi ha trattato un po’ male… ha ricordato la nostra amicizia fin da ragazzi, ma ha precisato che io ero quello grande e lei la piccolina). Prima di me ha parlato Andrea, 18 anni, uno studente che aveva in mano la bozza del suo discorso, scritta in stampatello su un foglio a quadretti; ha detto che il comune deve pensare ai giovani e che c’è una fetta di welfare – dalle biblioteche aperte anche la notte, ai mezzi pubblici, agli impianti sportivi – alla quale il sindaco può dare risposte, ed è come se mi avesse alzato la palla. Ma anche ai lavoratori e ai pensionati, ho voluto dire quello in cui credo fortemente: io voglio essere il sindaco di tutti, ma io non voglio essere un sindaco neutrale. Fare il sindaco significa amministrare la città con giustizia – in tutti i sensi, naturalmente, compreso quello sociale – e questo sarà quello che io farò.