Ero curioso. Ieri sera, grazie al lavoro della redazione web del mio comitato, ho incontrato alcuni blogger che vivono a Milano: un appuntamento informale, dedicato a chi conosce bene la città, la racconta online e ha una visione esperta dell’utilizzo di Internet. Il mio progetto di diffusione WiFi, come avrete letto, l’ho presentato ufficialmente la scorsa settimana, assieme a Davide Corritore e a Nicola Zingaretti: sulla scia dell’esempio romano ho in previsione di attivare 500 punti WiFi pubblici entro un anno dal mandato e 5000 entro Expo2015, sfruttando in maniera diffusa edifici e spazi pubblici. Una infrastruttura capillare e potente, infatti, è la base di partenza per qualsiasi successivo passo di crescita.

Mi sono avvicinato recentemente a un uso quotidiano di Internet (mi piace leggere i commenti sulla mia pagina Facebook, sono come delle strette di mano) e incontrare ieri questi concittadini più digitali del sottoscritto mi è servito a ricordare come, al di là dell’infrastruttura, la rete web sia soprattutto conversazione e servizi.

Il rischio che si corre, quando si va ad affrontare il nodo Internet, è quello di parlarne come di qualcosa di astratto e accessorio. Tutto il contrario. Nell’incontro di ieri gli ospiti invitati mi hanno confermato, con le loro parole ed esperienze, di essere innanzitutto cittadini: definirli blogger è forse un limite linguistico. Milano ha un ampio potenziale di idee da esprimere e formare sui temi dell’accessibilità. Sono diventato più curioso. Voglio iniziare a lavorare sul WiFi a partire dalle periferie. Vorrei che diventasse una opportunità per i giovani (economica, soprattutto) e per gli anziani, quella fascia della popolazione cui Internet può dare benessere, specialmente attraverso l’offerta di nuovi servizi al cittadino, resi più immediati e rapidi dalla tecnologia. Qualcuno ha accennato all’utilità di avere mappe online che aiutino a muoversi in città, per esempio conoscendo in diretta web la postazione BikeMi più vicina a dove ci si trova. Qualcun altro mi ha lanciato la proposta di rendere Milano uno dei porti per i cittadini digitali dei prossimi anni, immaginando un grande evento annuale a tema. C’è chi ha chiesto di avere un portale che raccolga le iniziative culturali e di intrattenimento presenti in tutta la città. Poi, abbiamo dialogato di temi a me cari, come quelli della mobilità, dei servizi scolastici e delle nuove imprese (é stata citata Berlino, un esempio a cui guardare; voglio tenere gli occhi sull’Europa e i suoi amministratori più illuminati). E poi di Expo2015, opportunità grandissima e finora non sviluppata. Ho preso molti appunti. Il mio staff mi ha mostrato un paio di messaggi Twitter che in diretta mi descrivevano come “uno alla mano”, per me è un complimento. Questo confronto sarà il primo di una serie di riflessioni che proseguiranno al termine della campagna elettorale.