Tutte “F”, stasera… Sono frastornato. Felice e fiducioso. Abbiamo passato il turno, siamo in finale e vinceremo la partita. Tutti quelli che hanno lavorato fino ad oggi, che ci hanno creduto fino ad oggi, saranno in prima linea per altre quindici, meravigliose giornate. Non dobbiamo perdere un colpo, dobbiamo conservare la passione, la gioia, l’entusiasmo che ci hanno accompagnato in questa lunga traversata. Mi hanno detto parole incredibili, stasera all’Elfo. Mi hanno detto che si sono messi in ferie per venire a lavorare con noi <dicci cosa dobbiamo fare>; ho visto donne piangere – Paola, grazie per il tuo aiuto e grazie anche per le tue lacrime di gioia… E’ una giornata meravigliosa, davvero. Ho il cuore pieno di riconoscenza: perché quello che abbiamo raggiunto, la cima dell’Everest senza l’ossigeno, la luna con l’aeroplanino di carta, è stato grazie a tutti noi.
Ma c’è soprattutto una cosa che mi scalda il cuore, la vera ragione della mia felicità: abbiamo dato una speranza e una lezione. Io non ho figli, ma ho sempre avuto intorno a me tanti ragazzi e amo i giovani. Amo il loro coraggio, anche la loro incoscienza, la capacità di dare tutto per un’ideale. Ecco, a questi giovani abbiamo dimostrato una cosa: che basta crederci e si può. Non contano i soldi, non paga essere bugiardi, non bastano le corazzate… Ci vuole la passione. L’amore per quello che si fa, il sacrificio e la passione. Questo è il regalo più grande di queste elezioni. Questo è quello che mi riempie di orgoglio. Questo è davvero quello che non scorderò mai.
E poi voglio salutare Luca. Luca che è nato oggi e che – così mi ha scritto Riccarda, la sua mamma – è cittadino di una Milano migliore.