Ero anch’io a Lampugnano, sabato pomeriggio. Anch’io come migliaia di persone arrivate – a sentire i loro accenti – da tutta Italia. Arrivate con i treni, con i pullman collettivi, pochi da soli con le loro auto. Ma tantissimi, i più, è ovvio, arrivavano da Milano. Mi hanno colpito le loro facce. Facce normali, da persone normali, che hanno un lavoro normale, che si vestono normali, che vivono una vita normale. Non ho visto uomini attempati con lo sguardo assatanato a cercare ragazzine. Non ho visto ragazzine passate dal chirurgo plastico. Ho visto gli uomini e le donne che conosco, quelli che incontro tutti i giorni, quelli che sono preoccupati per il lavoro che non c’è, per il futuro dei loro figli, per le scuole che non hanno più il tempo pieno, per l’aria che ti fa ammalare. E’ questa Italia, è questa Milano, che aspetta il cambiamento. Molti hanno voluto stringermi la mano, abbracciarmi, soprattutto, farmi arrivare la loro speranza. Carlo, che è un professore di liceo, mi ha detto: in classe mi vergogno a chiedere ai miei ragazzi di rispettare certe regole. E Marina ha aggiunto: Pisapia, sei la nostra speranza; dobbiamo cominciare a cambiare da qui, dal comune di Milano.

Sì, sono convinto anch’io che quella che abbiamo davanti è la nostra grande occasione. Cominciare a cambiare da Milano, vuol dire cambiare in tutto il Paese. Abbiamo una grande responsabilità e non dobbiamo commettere errori. Dobbiamo essere uniti e fare, ognuno di noi, ognuno nel proprio piccolo, un piccolo pezzo di strada: convincere i nostri vicini di casa, i genitori dei nostri figli, i colleghi di lavoro… Io, e a Maria l’ho promesso di nuovo, ci ho messo la mia faccia e tutto me stesso. E sono ottimista: le nostre facce normali, la nostra forza gentile, ci faranno vincere.

Mi sento di lanciare una sfida a Berlusconi e a Letizia Moratti: nel 2006 Berlusconi si era presentato a Milano dicendo che voleva fare il consigliere comunale. Ha raccolto 53mila voti e in consiglio comunale non si è mai presentato. Allora, ecco la sfida: si dimetta e si ripresenti ai milanesi. Lo batteremo e restituiremo dignità all’Italia.