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	<title>Giuliano Pisapia</title>
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	<description>Scegliere per cambiare - Diario di una campagna elettorale</description>
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		<title>Buon viaggio, carissimi compagni di strada</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:22:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi piace di più quando i viaggi cominciano, non quando finiscono. E la parola addio non è tra quelle che amo. Eppure il momento è arrivato. Ho un po’ di groppo in gola, ma sono qui, oggi, a dirvi che questo pezzo di storia è finita.  Abbiamo fatto la campagna elettorale più bella del mondo; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace di più quando i viaggi cominciano, non quando finiscono. E  la parola addio non è tra quelle che amo. Eppure il momento è arrivato.  Ho un po’ di groppo in gola, ma sono qui, oggi, a dirvi che questo pezzo  di storia è finita.  Abbiamo fatto la campagna elettorale più bella del  mondo; e questa pagina ne è stata uno specchio fedele. Abbiamo  registrato ogni giorno, per un lungo anno, i nostri appuntamenti;  abbiamo mantenuto con costanza il nostro diario di bordo; abbiamo  raccontato luoghi, persone, sentimenti, emozioni. Tutto è qui dentro, in  queste pagine&#8230; e vi confesso che mi capita ancora di andare a  ritroso, a rileggere i frammenti di quell’incredibile avventura che  abbiamo costruito. È un capitale enorme, è la nostra memoria, è la  nostra vera ricchezza. È stata anche la nostra gioia.<span id="more-1535"></span><br />
Ma oggi è passato un anno.  Era il 14 novembre quando ho vinto le  primarie. E dal giorno dopo è cominciata un’altra storia, quella che  adesso stiamo scrivendo. Dunque, non è più tempo di un diario intimo.  Soprattutto, ora, non c’è più tempo. Ora ci sono mille impegni che  incalzano: comincio la mattina e finisco la sera in una girandola di  incontri, a volte mi pare di essere una macchina che pigia un bottone e  poi un altro, cambiando interlocutori e problemi ogni mezz’ora.  Decisioni difficili da prendere e si sa che ogni scelta scontenta  qualcuno. Difficoltà enormi da affrontare e non sempre è possibile avere  l’ottimo, a volte bisogna accontentarsi del meno peggio. Ci eravamo  dimenticati, quanto fosse difficile governare. Da vent’anni non eravamo  noi, a farlo. Certo sapevamo che non esiste la bacchetta magica che  risolve i problemi dall’oggi al domani, che è più facile criticare che  fare e che la malattia infantile dell’estremismo è sempre in agguato. Ma  l’unica cosa che rimpiango è di non potermi più abbandonare su queste  pagine.<br />
Per il resto, sono felice. Felice di avere l’opportunità di cambiare  davvero questa nostra città. Felice e sicuro di farcela. Dalle promesse e  dalle speranze, siamo passati a costruire i fatti. Non ho dubbi, e  nessuno deve temere: governeremo con le mani pulite; avrò a cuore il  destino di tutti e non ci saranno più gli ultimi; continuerò ad usare  come guida due parole in cui credo, giustizia e diritti. Ci troviamo  ogni giorno su Facebook, su Twitter, sul sito del nostro Comune. Solo,  questa pagina non avrà più aggiornamenti. La mettiamo in cornice, è  stata la nostra preziosa compagna, continuerà ad essere la nostra  memoria.<br />
Il nostro cammino prosegue, però.</p>
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		<title>E anche questa è fatta</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 17:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adesso mi sento molto meglio: non sono più solo. Che gioia, oggi, in sala Alessi, mettere la parola fine a un pezzo di storia e la parola inizio a un&#8217;altra. Ancora più grande, ancora più importante. Dobbiamo fare un ultimo sforzo, domenica e lunedì, per andare a votare ai referendum. Quelli nazionali e i nostri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso mi sento molto meglio: non sono più solo. Che gioia, oggi, in sala Alessi, mettere la parola fine a un pezzo di storia e la parola inizio a un&#8217;altra. Ancora più grande, ancora più importante. Dobbiamo fare un ultimo sforzo, domenica e lunedì, per andare a votare ai referendum. Quelli nazionali e i nostri, milanesi, che sono importantissimi per darci indicazioni e per dirci quale direzione secondo voi dobbiamo prendere, miei cari milanesi. E poi, da martedì, tutti a testa bassa a lavorare per realizzare i nostri progetti, per tradurre in realtà i nostri sogni. Se mi guardo indietro quasi non posso crederci&#8230;<br />
Continuo ad incontrare persone che mi dicono cose commoventi del tipo &#8220;il cappuccino a Milano è più buono, &#8220;Milano è più bella&#8221;, &#8220;che fortuna vivere nella nostra Milano&#8221;. E vado con la memoria a undici mesi fa, quando siamo partiti come dei donchisciotte, additati come quelli che si mettevano in marcia contro i mulini a vento, avanguardia di un esercito che chiedeva ai suoi soldati due sole referenze, passione e speranze. Se c&#8217;è una cosa di cui non smetto di stupirmi è come sia stato possibile, tutti insieme, sdoganare alcune parole; portare nel lessico politico, ad esempio, la parola felicità. No, non è da visionari immaginare che la buona politica debba avere tra i suoi obiettivi anche la felicità. Lo dicono gli studi dell&#8217;Ocse, oltreché la nostra personale esperienza: compito della politica è alleviare la fatica del vivere, armonizzare il tempo del lavoro con quello della vita. E&#8217; questa la direzione che noi abbiamo preso, e siamo orgogliosi di sapere che siamo davanti a tutti.I nostri dodici assessori lavoreranno per questo, per rendere la nostra città più facile, meno nemica, più accogliente, affettuosa. Ci saranno da affrontare problemi pratici, e le competenze di ognuno saranno in grado di farlo: ma sappiate che a palazzo Marino, da oggi, avete tredici amici. Il sindaco e la sua giunta sono a vostra disposizione.<br />
Buon viaggio, cari milanesi. Buon viaggio a tutti noi.</p>
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		<title>Primi passi dentro le istituzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:37:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giuliano Pisapia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono le medaglie sul petto dei generali, i pennacchi dei carabinieri, la passatoia rossa che copre i lastroni di piazza del Duomo. Non è neppure la mia fascia tricolore, che temo di non essere bravo a sistemare, sopra la giacca e la cravatta. E&#8217; qualcosa d&#8217;altro. Di più impalpabile. Quelli sono solo segni esteriori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono le medaglie sul petto dei generali, i pennacchi dei carabinieri, la passatoia rossa che copre i lastroni di piazza del Duomo. Non è neppure la mia fascia tricolore, che temo di non essere bravo a sistemare, sopra la giacca e la cravatta. E&#8217; qualcosa d&#8217;altro. Di più impalpabile. Quelli sono solo segni esteriori. Che magari ci sembrano anche inutilmente pomposi. Ma quanto sta accadendo è davvero una marcia dentro le istituzioni. I miei primi passi. A Milano, almeno.</p>
<p>Non è la prima volta, certo. Sono stato presidente della commissione giustizia alla fine degli anni &#8217;90 e sentivo forte già allora, una vita fa, la responsabilità del ruolo e il rispetto fortissimo per la carica.</p>
<p>Oggi, però, è qualcosa di più grande ed è qualcosa che chiama in causa tutti noi, non solo una persona. La straordinaria vittoria che abbiamo raccolto alle elezioni, nata da una partecipazione diffusa, da un vero bagno di democrazia, ha messo sulle spalle di ognuno di noi la responsabilità del bene comune. Il destino di Milano è nelle nostre mani, questo è un impegno che dobbiamo sentire e onorare.</p>
<p>Credo che sia necessario cambiare modo di ragionare, perché ora non siamo più una minoranza appassionata; ora siamo la maggioranza e tocca a noi governare. Ricevo biglietti ed email piene di nostalgia: nostalgia dei momenti eroici della campagna, degli incontri festosi dove ci scoprivamo più di quanti pensassimo, dove l&#8217;aria elettrica che respiravamo ci diceva che ce l&#8217;avremo fatta&#8230; Lo capisco, ma è come se un adulto si fermasse ad avere nostalgia di quand&#8217;era solo un bambino. Noi siamo diventati adulti e questa è una condizione meravigliosa: noi, se saremo capaci di continuare ad essere noi stessi, cambieremo davvero questa città, finora lo abbiamo solo immaginato&#8230; adesso possiamo agire per cambiare, e questo è davvero un compito eccelso.</p>
<p>Io continuerò a portare avanti il progetto che ci ha fatto stravincere: mettere insieme le forze migliori senza steccati, con all&#8217;orizzonte un unico obiettivo e cioé il bene comune. Questo è quello che mi ha chiesto la città e questo mi sta chiedendo ancora la maggioranza dei cittadini. Nelle parole di una signora, proprio stamattina in piazza del Duomo, che mi ha abbracciato e mi ha detto: &#8220;<em>Sindaco, la prego, non molli e non cambi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Il primo giorno di scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 17:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani si comincia davvero. Domani è il primo giorno di scuola. La prova dei primi due giorni, in realtà, è stata fantastica. E oggi sono molto felice di entrare dal grande ingresso di Palazzo Marino, di salire le scale e di sedermi, in mezzo alle mille carte che già mi aspettano, nel mio nuovo ufficio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani si comincia davvero. Domani è il primo giorno di scuola. La prova dei primi due giorni, in realtà, è stata fantastica. E oggi sono molto felice di entrare dal grande ingresso di Palazzo Marino, di salire le scale e di sedermi, in mezzo alle mille carte che già mi aspettano, nel mio nuovo ufficio. Con tutto quello che c&#8217;è da fare, meglio cominciare al più presto!</p>
<p>Non è tanto il luogo &#8211; che è bellissimo, davvero solenne &#8211; a darmi la gioia di cominciare. Sono le persone. L&#8217;accoglienza che ho avuto da parte di chi lavora al municipio è stata indimenticabile. C&#8217;era un calore nelle parole e nei gesti delle persone che non potrò mai dimenticare. E che mi fa essere certo che sarà un&#8217;avventura importante: costruiremo insieme, con l&#8217;impegno, la capacità e la dedizione di tutti, una Milano migliore. Sapremo cogliere tutti insieme un&#8217;occasione irripetibile: quella di sentire l&#8217;orgoglio di lavorare per il bene della città.</p>
<p>In ufficio, mi hanno anche già preso in giro&#8230; Quando ho chiesto, ad esempio, chi è, la sera, che spegne la luce&#8230; nel mio studio l&#8217;ho sempre spenta io, l&#8217;ultimo ad andare a casa. E abbiamo già risolto dei piccoli, innocui problemi. Non c&#8217;era il sapone nel bagno: ho chiesto se avessi dovuto portarlo, mi hanno risposto che no, se mi va bene quello che c&#8217;è. Prima, mi hanno detto, quel sapone ordinario non era gradito.</p>
<p>Ho un solo problema: il vaso di begonie arancioni che mi hanno regalato i commessi. Un regalo molto gradito, un tocco di grazia in un ambiente austero.  Ma io non so curare i fiori&#8230; per favore qualcuno può dare l&#8217;acqua ogni tanto?</p>
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		<title>Il gruppo del mercoledì</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 15:35:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricevo molte lettere, in questi giorni. Talmente tante che devo fare una fatica incredibile per riuscire a leggerle tutte&#8230; Quando però a notte fonda lo faccio, mentre in casa tutti dormono e la mia è l&#8217;unica luce accesa , e mi imbatto in parole come queste, beh, sono felice di aver sacrificato il sonno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo molte lettere, in questi giorni.<br />
Talmente tante che devo fare una fatica incredibile per riuscire a leggerle tutte&#8230;<br />
Quando però a notte fonda lo faccio, mentre in casa tutti dormono e la mia è l&#8217;unica luce accesa , e mi imbatto in parole come queste, beh, sono felice di aver sacrificato il sonno e ancora più felice di aver cominciato questo meraviglioso cammino.<br />
Perdonatemi se non rispondo a tutti, ma state tranquilli: <strong>nessuna vostra parola andrà perduta.</strong><br />
E voi, grandi amici del mercoledì, fateci conto: ci vedremo da voi un mercoledì!</p>
<p>Milano, 1 giugno 2011</p>
<p>Gentile e caro Sindaco,<br />
siamo il “gruppo del mercoledì” dell&#8217;associazione Al confine, una specie di Alzheimer café un po&#8217; sui generis, che riunisce intorno ad alcuni operatori – o meglio operatrici – volontarie un gruppo di anziani con vari problemi di salute, solitudine, isolamento, insomma tutti quei guai tipici della nostra età, che, per inciso, varia dai 74 ai 96 anni, ma con una media decisamente spostata sopra gli 80.<span id="more-1511"></span><br />
L&#8217;ultimo mercoledì prima del voto ci siamo incontrati per parlare del diritto e anche del dovere di andare a votare: come ci ha ricordato la nostra “Presidente” (91 anni) lo dobbiamo fare per tutti, non solo per noi. Alcuni di noi erano scettici, dicevano: tanto sono tutti uguali. Poi abbiamo letto insieme quel che c&#8217;era nei programmi sulle politiche per gli anziani dei vari candidati e il suo ci è sembrato il più vicino al nostro sentire; già alcuni di noi erano orientati a votarla e alla fine quasi tutti si sono decisi. E siamo poi tornati a votare al ballottaggio.<br />
Ci eravamo ripromessi che, chiunque avesse vinto, gli avremmo poi scritto per avere un rapporto diretto con chi nei prossimi cinque anni si occuperà anche dei nostri problemi.<br />
Vorremmo poterle dire di persona quali sono le difficoltà di un vecchio in una città come Milano, ma anche quanta voglia avremmo di avere ancora la possibilità di dare qualcosa agli altri, soprattutto ai giovani, trasmettere la nostra esperienza, scambiare con loro pensieri sul futuro per ritrovare insieme la fiducia nel domani, che spesso noi perdiamo, e a volte anche loro, in questitempi duri.<br />
Noi ripetiamo sempre che da giovani noi non avevamo niente ma avevamo tanta speranza, ottimismo, tutto il futuro davanti, loro invece hanno tutto ma sembrano non avere futuro. E questo ci rattrista molto, vorremmo essere vicini a loro, ma non è facile trovare le occasioni di incontro, anche se qui, nel nostro gruppo, le cerchiamo<br />
sempre.<br />
Allora, caro Sindaco, lo sappiamo che sarà sommerso dagli impegni già da subito, ma lei ha detto che vuole continuare a incontrare le persone di questa città. Se troverà il tempo per venire a trovare anche noi, un mercoledì, saremo felicissimi di offrirle un te e<br />
raccontarle quante energie circolano ancora tra i vecchi di questa città!<br />
La aspettiamo.<br />
Un caro saluto e buon lavoro!</p>
<p>Irene (96)<br />
Sabina (91)<br />
Angela (90)<br />
Francesca (87)<br />
Franca (87)<br />
Andreina (85)<br />
Angela (84)<br />
Ambrogina (80)<br />
Arnaldo (80)<br />
Giulio (75)<br />
Donata (74)<br />
e le nostre<br />
volontarie Cristina, Silvana, Monica, Giulia e Alice</p>
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		<title>Siamo arrivati a casa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 09:15:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il viaggio è finito. Siamo arrivati a casa. A casa nostra. E la nostra casa deve essere accogliente, pulita, aperta. Tocca a noi farla così. A ognuno di noi. Buona nuova Milano, milanesi! Che giornata straordinaria, quella di ieri, che vortice di emozioni, che voglia di cantare, che felicità. Voglio proprio spiegarla, questa parola, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio è finito. Siamo arrivati a casa. A casa nostra. E la nostra casa deve essere accogliente, pulita, aperta. Tocca a noi farla così. A ognuno di noi. Buona nuova Milano, milanesi!<br />
Che giornata straordinaria, quella di ieri, che vortice di emozioni, che voglia di cantare, che felicità. Voglio proprio spiegarla, questa parola, perché la ripeto sempre e qualcuno &#8211; abbiamo visto che sono la minoranza, però! &#8211; non capisce perché. Domenica, a metà pomeriggio ho interrotto una riunione per rispondere a una mail. Mi scrivevano: sono Irene, ho 25 anni, e non capisco come lei faccia a promettere la felicità. La felicità &#8211; le ho risposto, e sono parole che ieri ho voluto ripetere &#8211; non viene dal possedere un gran numero di cose, ma dall&#8217;orgoglio del lavoro che si fa. Io credo davvero che la felicità sia dentro di noi, non nelle cose fuori di noi. E credo che lavorare tutti insieme, perché si crede in qualcosa, senza che ci spinga alcun interesse, sia qualcosa che si può chiamare felicità.<br />
Io ci credo profondamente. E anche voi. Perché in piazza del Duomo, nella nostra magnifica piazza che non avevo mai visto così piena, ieri sera si respirava la felicità.<br />
Buongiorno Milano, dunque. Buon giorno e buon lavoro a tutti noi.</p>
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		<title>Tutti a votare!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 09:07:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scusate il ritardo di questi ultimi giorni, le pagine del diario lasciato in bianco, ma è stato come quando in un campo di calcio la palla si mette a rotolare all’impazzata, senza controllo, e tu devi seguirla a perdifiato, ovunque vada, scartare gli avversari, parare i falli, cercare i tuoi e farti aiutare perché tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il ritardo di questi ultimi giorni, le pagine del diario  lasciato in bianco, ma è stato come quando in un campo di calcio la  palla si mette a rotolare all’impazzata, senza controllo, e tu devi  seguirla a perdifiato, ovunque vada, scartare gli avversari, parare i  falli, cercare i tuoi e farti aiutare perché tu sai che devi farlo, devi  arrivare sotto la porta e devi segnarlo, quel gol. E non ti rimane  tempo per niente altro.<br />
Ma scusate anche il ritardo di questi ultimi anni. Davvero bastava così  poco per smuovere tutto questo entusiasmo, questa passione, perfino  questa felicità? Davvero bastava che un gruppo di persone dicesse “io ci  metto la faccia”, e poi ce la mettesse davvero,  per coinvolgere tutta  una città, per riprendere in mano le fila del proprio destino di  cittadini?<br />
Per completare l’opera però è necessaria una grande partecipazione, una  festa della democrazia: oggi e domani tutti a votare, ogni singolo voto è  prezioso. Tutti con l’orgoglio di sentire che quello che è stato è  anche merito di ognuno di noi. Come dicevano le magliette di venerdì  sera: io c’ero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cose che succedono</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 18:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se invece che al galoppatoio di Villa Borghese, il marziano Kunt fosse atterrato qui, mi domando come sarebbe finita, quella storia&#8230; C&#8217;è una Milano, in questi giorni, che perfino io non riconosco. La Milano che avevo nella memoria e che ho nel cuore. La Milano che sembrava scomparsa e che invece è tornata prepotente alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se invece che al galoppatoio di Villa Borghese, il marziano Kunt fosse atterrato qui, mi domando come sarebbe finita, quella storia&#8230;</p>
<p>C&#8217;è una Milano, in questi giorni, che perfino io non riconosco. La Milano che avevo nella memoria e che ho nel cuore. La Milano che sembrava scomparsa e che invece è tornata prepotente alla ribalta. Piccole storie, grandissimi segnali.</p>
<p>Piazzale Buozzi, chiosco di Giannasi, sette della sera: c&#8217;è una fila di persone che vogliono comprare il pollo allo spiedo e c&#8217;è una coppia ben vestita che salta la fila; la signora che protesta per l&#8217;usurpazione viene messa a tecere con arroganza e dal fondo una voce dice &lt;non importa, signora, si vede che quei due sono incazzati perché non hanno votato Pisapia&gt;. Scrive sul suo blog elettorale Fabrizio Ravelli, storia firma di Repubblica: &lt;Al di là dei programmi, delle chances di vittoria, dei contatti con gli elettori, c’è un piccolo effetto che Giuliano Pisapia può rivendicare. La sua calma ha contagiato una bella fetta di Milano, città che in questi anni s’è fatta via via sempre più rancorosa e scortese. Forse anche di questo avevano bisogno i milanesi che l’hanno votato, di sentirsi forti senza rabbia. Prima o poi, il pollo arriva&gt;.<br />
E quello che mi ha raccontato Carlo? Siamo al Pam di via Olona, la solita fretta della spesa, e però stavolta succede quello che non succedeva mai: &lt;E allora, è pronto a tornare a votare domenica prossima?&gt;. &lt;Sì, certo, e lo sto dicendo anche a tutti: c&#8217;è un&#8217;atmosfera meravigliosa, in questa città&gt;. Lei si chiama Veronica, è la cassiera del supermercato. Carlo faceva la spesa da dieci anni in quel supermercato e non aveva mai scambiato una parola con la cassiera.<br />
So che non trovate materiale nelle nostre sedi. So anche perché, però&#8230; Ieri abbiamo rifornito tutti ma in due ore tutto il materiale &#8211; braccialetti, borse, magliette, girandole, volantini &#8211; consegnato è andato esaurito. Stiamo lavorando,  tranquilli: vedrete che ce la facciamo a colorare di aranzione la città.<br />
Ecco, queste sono le cose che succedono&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nella fossa dei leoni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 18:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci piace unire, non dividere. Ci piace riconoscere i meriti, non calpestarli. Ci piace divertirci, e via quei musi lunghi! Ecco perché vi giro lo scritto che ho ricevuto da un amico. Uno che si firma &#60;un pisapiano della Fossa dei Leoni&#62;. E capirete perché lo ringrazio: continuiamo, ognuno di noi, a sventolare la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci piace unire, non dividere. Ci piace riconoscere i meriti, non calpestarli. Ci piace divertirci, e via quei musi lunghi! Ecco perché vi giro lo scritto che ho ricevuto da un amico. Uno che si firma &lt;un pisapiano della Fossa dei Leoni&gt;. E capirete perché lo ringrazio: continuiamo, ognuno di noi, a sventolare la propria bandiera. E state tranquilli: presto, quando sarò il sindaco di Milano, sarò sempre con voi a festeggiare ogni successo della nostra meravigliosa città.</p>
<p>&lt;Urca, anche il Milan! Ci hanno provato con tutto e alla fine anche col simbolo più caro a molti di noi pisapiani. La notizia la pubblica il Corriere. A pochi giorni dal primo turno, il presidente onorario dell’Associazione Italiana Milan Clubs Alessandro Capitanio, ha invitato i suoi iscritti a fare &#8220;una croce sul simbolo del Popolo della libertà e scrivere il nome Berlusconi&#8221;, dunque a votare Moratti. Se fossimo quel genere di milanisti che ha in mente Capitanio – gente da panem et circenses &#8211; a rigor di logica non avremmo potuto dargli retta: può un rossonero fare un qualsiasi favore a qualcuno che si chiama Moratti? Fortunatamente siamo un’altra cosa, noi milanisti democratici. In realtà &#8220;milanisti&#8221; da solo è già identificativo di un popolo, una fede, una civiltà, una cultura universali. Aggiungiamo &#8220;democratici&#8221; solo perché ci costringe il signor Capitanio. Noi milanisti democratici e/o pisapiani apprezziamo il Presidente del Milan Silvio Berlusconi, ne riconosciamo la passione e la competenza calcistica. Senza di lui oggi saremmo più o meno come il Genoa. Gli vogliamo così bene a quel Presidente da sognare di vederlo di nuovo in tribuna a San Siro con la sua bella sciarpa bianca d’un tempo, a dedicare tutte le sue notevoli energie solo e soltanto al Grande Milan.</p>
<p>Noi milanisti democratici siamo tolleranti, non chiederemo mai ai fratelli dell’altra parte politica di passare dalla nostra solo per i colori rossoneri. Peggio per loro se stanno di là. E siamo così tolleranti da sopportare con pazienza che fra noi, con Pisapia, ci siano anche così tanti interisti. Perché noi del Milan siamo comunque un popolo felice: ammetterete che scudetto e sindaco in una botta sola sia una cosa che non capita tutti gli anni&gt;.</p>
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		<title>Appunti da: &#8220;Ballottaggio: istruzioni per l&#8217;uso&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 17:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lei è un&#8217;amica che di mestiere fa la pubblicitaria. Molto famosa, tra l&#8217;altro. Sua la prima mail che ho letto stamattina. E che vi giro. Non sono parole mie, ma sono ancora più utili delle mie! Caro Giuliano, un amico mi manda questa buona sintesi dell&#8217;incontro allo Smeraldo.  Fanne l&#8217;uso che credi. Un caro saluto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei è un&#8217;amica che di mestiere fa la pubblicitaria. Molto famosa, tra l&#8217;altro. Sua la prima mail che ho letto stamattina. E che vi giro. Non sono parole mie, ma sono ancora più utili delle mie!</p>
<p><em>Caro Giuliano, un amico mi manda questa buona sintesi dell&#8217;incontro allo Smeraldo.  Fanne l&#8217;uso che credi. Un caro saluto, Annamaria.</em></p>
<p>&lt;Sono tornato emozionato da &#8220;Ballottaggio. Istruzioni Per l&#8217;Uso&#8221;<br />
era l&#8217;incontro di Giuliano Pisapia con noi, suoi elettori, questa sera al teatro Smeraldo.</p>
<p>Difficile spiegare l&#8217;aria che si respirava, ma ci provo.<br />
Non c&#8217;erano bandiere, ma un pubblico entusiasta, composto e pieno di energia che sostiene un uomo, Giuliano, un gentiluomo che si fa carico personalmente di una sfida storica (lo sappiamo tutti che lo è). Sono stati dati elementi precisi di ragionamento da una squadra finalmente preparata e UNITA.</p>
<p>Ti scrivo per riportarti i punti fermi e gli elementi emersi.</p>
<p>- invitare tutti a ri-votare (o votare) a Milano il 29/30.<br />
aiutare chi per esempio dall&#8217;estero può e vuole tornare per farlo.</p>
<p>- abbiamo vinto in tutti i quartieri, e significativamente anche i lavoratori autonomi hanno votato in maggioranza Pisapia.<br />
Le ricerche fatte dagli istituti già prima delle elezioni, sia per Pisapia che per gli avversari (ma non potevano essere diffuse) dicono che la  fiducia personale verso l&#8217;uomo Pisapia è alta mentre è bassa quella della Moratti &#8230;e la stima verso Pisapia resta alta persino tra gli elettori della Moratti!</p>
<p>- ci sono alcune parti della società dove siamo deboli, e la Moratti mantiene la sua forza: pensionati e persone di basso livello culturale.<br />
Soprattutto a loro dobbiamo parlare, senza protervia o insistenza, cogliendo qualsiasi occasione.</p>
<p>- verranno distribuiti nei prossimi giorni ai gazebo materiali semplici: l&#8217;elenco degli errori della Moratti, per esempio, &#8220;dalla A alla Z, dall&#8217;aria alla  Zincar&#8221;, o i motivi per cui è bene tornare a votare. Chi ha pazienza può recuperarli e distribuirli. Oppure può scaricarli dal sito di Pisapia alla pagina www.pisapiaxmilano.com/la-campagna-la-facciamo-tutti-noi/</p>
<p>- servono per parlare della città e dei suoi problemi, nella sua verità, senza cedere alla faziosità di stile calcistico/scandalistico, con misura, educazione e precisione.</p>
<p>Scusa se mi sono permesso un invio così particolare, ma il tema è per me importante.</p>
<p>Buon lavoro a tutti noi e a ciascuno.<br />
Milano può tornare ad essere una città bellissima, quella per cui abbiamo sempre lottato.</p>
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