Farò uno strappo alla regola. E invece che raccontarvi cosa ho fatto io, oggi comincerò col raccontarvi quello che avete fatto voi. Voi siete quelli che credono nella possibilità di ribaltare Milano. Voi siete quelli che credono che sarà possibile raggiungere questo obiettivo se sarò io lo sfidante di Letizia Moratti. Voi siete tantissimi. E io vorrei ringraziarvi uno a uno.
E’ stata una giornata esagerata: sono stato in quattro gazebo e in due mercati, di corsa da una parte all’altra di Milano, da piazza Argentina a Bonola, da via Osoppo al Papiniano, fino a Cairoli. C’è stata musica, brindisi, torte, allegria, partecipazione. Dove arrivavo, c’era tanta gente. Ma dove eravate nascosti, ragazzi, in questi anni? Voi che adesso consumate il vostro sabato a distribuire volantini, a parlare di politica davanti ai banchi del mercato, a presidiare le nostre pagode allestite in giro per la città?
La mattina non era cominciata così bene, anche se pure la mattina si è aperta con la musica. Jazz, suonato dalla Banda degli ottoni davanti alla Camera del Lavoro. Musica di congedo per Saverio Nigretti, un grande dirigente sindacale, tra bandiere e corone di gerbere. Un funerale laico, con un copione stabilito. Miranda, la moglie, racconta che lo avevano deciso loro due: <Quando stai insieme per tanto tempo – mi ha detto – finisce che parli anche di queste cose. E  Saverio mi aveva raccomandato: se capita, fai suonare musica jazz>.