Non so descrivere come mi sentivo ieri sera, su quel palco sopra piazza Duomo. Le luci in lontananza che illuminavano i vetri della Galleria, i solenni palazzi con i marmi bianchi che sembrano una quinta di teatro, i pizzi delle guglie, il cavallo e il povero Vittorio Emanuele, di bronzo, pigiati da tantissime persone in carne ed ossa. E poi la musica, la voce e le parole di Vecchioni, le bandiere di tutti i colori e di tutti i partiti che sventolavano insieme, seguendo il ritmo della musica… Come è bella, Milano! La nostra cara Milano. E come siete belli tutti voi. Tutto mi è parso un segno: nel pomeriggio eravamo preoccupati per le previsioni metereologiche, davano una serata di temporale. Ero allo Stadera, ieri mattina presto, con gli inquilini delle case popolari, quando è cominciato a squillare il mio telefono. Poi sono andato allo Spaventa e ancora chiamate su chiamate. Finalmente ho risposto quando sono arrivato a Chiesa Rossa. Giuliano, mi chiedevano, stasera pioverà, ormai mancano poche ore, a questo punto il meteo è certo: cosa facciamo? Ci siamo immaginati una piazza Duomo colorata dagli ombrelli… E invece è successo l’ultimo dei tanti miracoli di questa campagna elettorale: il temporale è scoppiato dopo che tutto era finito. Il comizio, il concerto, i bis, gli applausi…
Gli altri, di miracoli, erano lì, plastici, davanti agli occhi di tutti. Il primo in piazza: diciassettemila metri quadrati di piazza stipati di persone, dall’imbocco della Galleria, fino a via Torino e poi fino alla piazzetta reale…cittadini meravigliosi, appassionati e felici. Il secondo sul palco: insieme a me e a Roberto sono saliti gli otto capolista delle liste che sostengono la mia candidatura, Piero Bassetti, il primo presidente della Regione Lombardia e Susanna Camusso, il segretario del più grande sindacato italiano.  E tutto questo vuol dire una cosa sola: vinceremo. Perché uniti si vince e noi, stavolta, siamo davvero tutti uniti.
Ho ricevuto tantissimi messaggi. Ve ne giro solo uno, quello che esprime anche il mio sentire: <grazie per avermi fatto respirare un po’ del clima degli anni passati, ricchi di amicizia, solidarietà e umanità>. Grazie a te, Clara. Grazie a tutti voi per aver dato un senso concreto alla parola speranza.