Capita di imbattersi in storie da non credere. La storia di Jacques, ad esempio. Jacques è il direttore di una casa di riposo, ha una moglie italiana e tre figli. Viene dal Congo, da una famiglia poverissima, ha patito la fame e l’abbandono. Poi, da bambino, ha incontrato dei preti italiani e si è salvato: è venuto in Italia, ha studiato, si è laureato, ha messo su la sua famiglia, lavora in una cooperativa sociale. Dice di essere un uomo felice. Dice anche, però, di non poter dimenticare. E di aver fatto una promessa solenne:  non dimenticherà i bambini che sono oggi quello che lui è stato ieri. Oggi che non patisce più la fame, non dimentica chi non ha niente da mangiare.
L’ho incontrato ieri sera, a casa di un’amica che ha organizzato per me una festa a sorpresa e, soprattutto, una raccolta di fondi per l’ associazione fondata da Jacques. Ero stanco morto, sognavo il letto appena dopo cena, quando ho scoperto che la giornata non era finita, e che c’era un altro appuntamento.  Il cattivo umore, però, se n’é andato subito: suono il campanello, salgo e mi accoglie un centinaio di persone, la sigla di Perry Mason per giocare sul fatto che sono un avvocato, un applauso da stadio. E poi Jacques. Jacques e la sua storia dei bambini maledetti.  In Africa – racconta – la stregoneria è diffusissima. Tutti credono negli spiriti maligni. E quando nelle famiglie qualcosa va storto – qualcuno si ammala, c’è un lutto, la carestia, un litigio, la perdita del lavoro – la colpa è di uno dei figli, in genere il più piccolo.  Viene chiamato un santone per togliere il malocchio, il bambino viene torturato, alla fine ripudiato e cacciato dalla famiglia. E non ha altra scelta che vivere da vagabondo, sulla strada, in cerca di cibo e protezione.  L’associazione <Buon samaritano> si occupa di questi bambini:  <Se non fossi stato fortunato – dice Jacques – potrei essere ancora uno di loro>.  Jacques e la sua storia di  meravigliosa integrazione. Mi ha detto: <Sono onorato di conoscerti di persona, perché seguo le cose che fai da tanti anni e ora vorrei che tu diventassi il sindaco di Milano>.
Grazie, Jacques. Sono io ad essere onorato di avere conosciuto te.