Zighinì, encilada, quinoa. Sono due giorni che mi capita di mangiare cose buonissime. E pazienza se non riesco più a fare la spesa e il mio frigo è completamente vuoto. Sul treno della Fiom, il viaggio verso Roma, è stata una festa: ho mangiato la torta di mele più buona della mia vita. E se lo dico io che sono il re dei golosi, che davanti a un dolce non riesco a fermarmi, è davvero un complimento. Ma c’era di tutto: teglie di lasagne, torte salate, perfino termos di negroni sbagliato. C’erano famiglie intere, su quel treno, mariti, mogli e bambini; e chi non è venuto ha mandato le cose buone preparate a casa, perché le ore del viaggio fossero, appunto, una festa. Era come se un pezzo di società di fosse ricomposta. Ma ha fatto venire in mente, di nuovo, il Quarto Stato: cittadini in marcia verso un futuro migliore.
Ma è anche il banchetto di ieri, alla Casa della Carità, quello che voglio raccontare. C’era la cerimonia della premiazione dei giusti, la quarta edizione. Il Movimento Cittadini dal Mondo insieme a “Al Qafila” e all’Associazione Culturale Proficua ha riunito almeno trecento persone, milanesi nati da un’altra parte, che oggi vivono qui, insieme a noi. Anche questo è un mondo in marcia: viene da lontano, e c’è bisogno di fare ancora tanta strada. Ma già il luogo scelto per l’incontro, ha qualcosa di magico: c’è una sensazione di serenità e di pace che non ti aspetti e che in giro non trovi facilmente. Lì, nella grande sala di don Colmegna c’è stato un balletto cingalese, due pezzi di teatro, discorsi e rinfreschi. C’erano Ainom Maricos – che ricordo consigliera comunale, combattiva e dolcissima – e Bendaoud Mouhcen, che ha guidato l’incontro. E poi, i premi: sono state premiate le mamme e le maestre di via Rubattino, quelle che hanno insegnato a tutti cosa vuol dire solidarietà, offrendo la loro ospitalità ai bimbi Rom cacciati dai campi, perché potessero continuare ad andare a scuola. Francesco Cappelli, preside della scuola Casa del Sole, al Parco Trotter. E infine Bruno Murer, l’anima dell’ufficio stranieri del Comune, il primo segretario, nell”84, della Consulta dell’Immigrazione. Sono realtà che conosco bene, persone e situazioni che ho rivisitato proprio in questi giorni di campagna elettorale insieme a Paolo, uno dei miei più appassionati e scatenati collaboratori. Sono pezzi di questa città che ha saputo fare davvero integrazione; che non si è fatta guidare dalla paura e dalla diffidenza; che ha capito che la diversità è ricchezza.

Ricchezza anche sulla tavola, appunto: zighinì, encilada, quinoa. Tutto il mondo in un buffet.