Ieri le Officine, oggi la sede.
I pezzi si sono ormai formati, da adesso non ci sono più scuse, tocca a noi costruire il puzzle, e farlo bene. Fossi negli avversari, comincerei ad avere paura…
Nel tardo pomeriggio di oggi la sede del Comitato Pisapia ha aperto infatti i battenti a chiunque volesse vedere dove continua la nostra sfida.
Dopo la vittorie nelle primarie il gruppo di volontari si è molto allargato, e quindi abbiamo dovuto lasciare via California, nonostante i bellissimi ricordi che ci legano a quel posto, e trasferirci in via Sartirana, una traversa piccola piccola di via Vigevano. Lo spazio, oltre che essere più grande rispetto al precedente, è anche, come ho sentito io stesso dire da tante persone, molto bello. Li chiamano loft, adesso; in sostanza è un vecchio magazzino che ha un fascino particolare. E anche la zona è di grande seduzione: la Milano di porta Genova, dei Navigli, delle strade tutte a ciottoli. La via, a cominciare dalle sei, era completamente bloccata: saremo stati cinquecento? Forse anche di più… So solo che ho fatto una fatica incredibile a farmi largo per entrare.
Quello del pomeriggio è stato un momento per ritrovarsi con i miei sostenitori, vecchi e nuovi, e una cosa che mi ha fatto piacere è stato che ho visto tante facce nuove e che le conversazioni erano tutte rivolte al futuro. Nessuno più a rivangare quello che è stato; ognuno ad informarsi e a chiedere cosa avrebbe potuto fare, da qui a maggio, per dare il proprio contributo alla campagna.
Di idee, amici, ne abbiamo tantissime. Non posso farlo oggi, posso raccontarvi una sola storia al giorno: e dunque nei prossimi giorni vi racconterò dei comitati di zona, una realtà che cresce sempre più e che coinvolge il territorio.
La festa di inaugurazione non vuole però essere un capitolo a sè, ma piuttosto la prima pagina di un libro che dobbiamo scrivere insieme. La sede è infatti sempre aperta e vogliosa, oltre che bisognosa, di accogliere qualsiasi persona sia disposta ad aiutare i valorosi che ogni giorno si dedicano alla causa, con l’obiettivo di tornare al governo di questa città, per poi poterla cambiare davvero. E a proposito di pagine di libri: in anteprima c’era il mio diario delle primarie, il giorno dopo giorno di un’ avventura straordinaria. La prima parte, naturalmente.