Ho visto la mia faccia in giro per i muri di Milano. Ma eri meglio nella foto dell’estate, mi hanno detto: e hanno ragione, non ero proprio in forma quel terribile giorno del servizio fotografico, era il giorno del picco di influenza. Però, vi assicuro, è solo l’apparenza: nella sostanza mi sento fortissimo e sento che per noi, per chi vuole cambiare, tira un’ottima aria.

Una delle ragioni per cui ho deciso di candidarmi a diventare il sindaco di Milano è che sentivo il forte bisogno delle persone di ritrovare la speranza, di tornare a credere negli ideali, di ricominciare a impegnarsi; insomma, di voltare pagina e di metterci del proprio per farlo. Quello che sta accadendo – le iniziative dei comitati dei cittadini, il lavorìo delle officine, l’esercito dei volontari che offrono la loro collaborazione – mi conferma quello che avevo intuito: c’era bisogno di un atto di coraggio, era il momento di metterci la faccia per aiutare tutti noi a uscire da una situazione bloccata, dove erano gli interessi a farla da padroni. Era il momento di esaltare di nuovo la politica, intesa come la nobile arte di governare nell’interesse di tutti. La partecipazione è l’aspetto che mi colpisce di più.

E quello che è successo con Maria – una piccola storia – mi ha quasi commosso. Maria ha versato dieci euro sul conto del Comitato PisapiaXMilano che ha trovato sul sito, là dove si dice <donazioni, sostieni il cambiamento>. Il comitato l’ha ringraziata (<La campagna per Pisapia sindaco si è arricchita del tuo contributo, Grazie! Aiutaci anche con le idee, le critiche, la raccolta di voti perché questa non è la battaglia di Giuliano; questa è la nostra battaglia>). Maria ha risposto: <Mi è dispiaciuto di aver contribuito con poco. Ma mi sono impegnata a fare un versamento periodico. Il caffé mi rende nervosa… meglio rinunciarvi e contribuire alla campagna elettorale. Contate su di me, io ci sarò>. E noi non ti deluderemo. Insieme possiamo farcela.