Una grandissima Giulia Lazzarini ha portato in scena, al Piccolo di via Rovello, uno spettacolo di Renato Sarti, <Muri>. E’ la storia di cos’era il manicomio quando esistevano i manicomi, cioé prima della legge Basaglia. La Lazzarini è sola in scena e parla con il pubblico: racconta di se stessa, infermiera dei matti a Trieste, di quello che ha fatto e di quello che ha visto fare. Racconti atroci: camicie di forza, dosi massicce di psicofarmaci, persone lobotomizzate, sottoposte a elettroshock. Persone umiliate, svuotate. Il dialetto triestino è dolcissimo, e quasi stride con l’orrore dei racconti. <Da vicino nessuno è normale>, ho ancora scritto su una maglietta che ho preso proprio a Trieste, all’inizio della rivoluzione di Basaglia.  Sono riuscito a rubare un paio d’ore nella mia corsa di candidato per non perdere quella che si annunciava come una lezione di civiltà.Ed ho fatto bene. Ci sono delle cose che, a pensarci oggi, non ci sembrano vere: non ci sembrano vere le storie evocate da Giulia Lazzarini; non ci sembra vero che solo quarant’anni fa non esistesse il divorzio e che se anche una donna era picchiata e maltrattata dal marito non poteva uscire dalla gabbia del matrimonio; non ci sembra vero che la decisione dolorosa e difficile di interrompere una gravidanza dovesse sfociare, prima della legge 194, nelle mani di una mammana o nella clandestinità. Tra qualche anno, guardando indietro, non ci sembrerà vero che fino ad oggi ancora non fosse possibile realizzare una famiglia diversa da quella tradizionale. Il registro delle unioni di fatto è uno degli impegni del mio mandato da sindaco. Milano deve tornare ad essere il luogo dove la libertà di tutti va insieme al rispetto delle scelte di ognuno.

Dopo il Piccolo sono passato a fare gli auguri di compleanno – 80! – a un uomo magnifico, nipote di uno dei grandi sindaci socialisti di Milano, Luca Gentili. C’erano tutti i suoi amici, c’era un’atmosfera gioiosa. C’era la moglie di Luca e c’era la sua compagna; c’erano, insieme, i loro figli. La società è davvero un passo avanti. A Milano quel passo avanti lo faremo fare in fretta.