Mi dicono: non ci sono manifesti di Pisapia, in giro. Ragazzi, il manifesto sono io, in carne ed ossa! E il manifesto siete voi, tutti quanti!
Ogni giorno che passa marca sempre più la differenza di questa campagna elettorale: di là ci sono i litigi, i programmi non realizzati, i capolista-civetta e ci sono tanti soldi. Di qua c’è l’accordo più vasto tra le forze politiche mai raggiunto in vent’anni, la passione di tutti e pochi soldi. Non è che non ci piacciano, i manifesti: è che gli spazi costano molto e noi – un po’ siamo costretti e un po’ pensiamo che sia giusto così – non possiamo spendere montagne di euro. Noi, però, stiamo facendo un miracolo.
Questa è una campagna nuova
; o, se volete, una campagna vecchio stile. Noi consumiano le scarpe; noi andiamo ad ascoltare le persone nei luoghi dove vivono e lavorano, noi siamo ricchissimi di iniziative, entusiasmo, fermento. Noi siamo un modo nuovo di fare politica, noi siamo davvero l’alternativa – e lo dico in senso culturale – al berlusconismo.
Tutti quelli di voi – e sono tanti – che hanno partecipato a qualche iniziativa lo hanno visto con i propri occhi. Ovunque, a qualsiasi ora, partecipano moltissimi cittadini. Non se ne stanno in casa a guardare la tivu; escono per venire a incontrarci e a parlare con noi. Non si fanno abbindolare da slogan fasulli e irreali; vengono a fare proposte. Non si accontentano del mondo di plastica che qualcuno racconta come fosse vero; ci aiutano a capire la realtà e ci suggeriscono come migliorarla. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra campagna e convinti: stiamo lavorando insieme per cambiare. E non cambieremo solo Milano.