Ho letto un libro bellissimo, che vi voglio raccontare. Strano, di questi tempi, per me, riuscire a leggere un libro solo per il piacere di farlo. Ma <Dell’amore e del dolore delle donne> ha un titolo che mi attraeva. Non è facile, per noi uomini, parlare di donne.  La loro forza ci spaventa. Il loro linguaggio è molto più appropriato del nostro. La loro capacità di tirare fuori i sentimenti ci fa sentire inadeguati. Come se a noi, poveri maschi, mancasse qualcosa. Non deve essere stato facile per Umberto Veronesi affrontare quel tema.  E non dev’essere stato facile arrivare alla conclusione che c’è bisogno di un nuovo matriarcato e che la guida del paese dovrebbe essere per metà in mani femminili. Sono argomenti che condivido, ma non sarei mai stato capace di tirarli fuori con tanta lucidità. Anch’io credo ci sia bisogno di rimettere le donne alla guida della società. Il nostro modello di sviluppo – penso a come abbiamo ridotto l’aria, al lavoro che si mangia la vita, alla ricchezza di pochi che è cresciuta in parallelo alla povertà di tanti – non è stato il modello migliore. Forse, se ci fossero state le donne – o anche le donne –  là dove si prendono le decisioni, ora avremmo un mondo diverso. E migliore.

Poi però penso a Milano. Che ha un sindaco donna. E che alle donne – ma solo quelle tra i 40 e i 60, e che non abbiano un marito – ha regalato i biglietti del cinema. Sono sicuro: faremo – io, insieme alle donne che governeranno con me – molto di meglio.