Sono in difficoltà… negli ultimi due giorni non ce l’ho fatta ad arrivare puntuale al mio appuntamento con il Diario e adesso mi accorgo che in due giorni ho fatto talmente tante cose, ascoltato talmente tante persone, macinato così tante idee, che non so più da dove cominciare a raccontare… Beh, comincerò da San Biagio. Certo, lo sapete tutti: a San Biagio si mangia l’ultimo panettone – che viene via a metà prezzo – ma soprattutto che manda via i disturbi della gola. Così, non ho potuto mancare alla cerimonia organizzata da mia madre: tutti insieme come a Natale nella sala da pranzo grande, l’occasione per vederci fratelli, zii, nipoti, amici cari, dopo tanto tempo. Però, come spesso mi accade in questo periodo, sono arrivato tardi e me ne sono andato presto. Il peggio è che me ne sono andato senza mangiare il panettone: cosa ne sarà della mia gola?
Ero andato, prima, a registrare una trasmissione che andrà su Lombardia Channel: siamo partiti dalla sede del Comitato X  Pisapia sindaco di via Sartirana, accanto a Porta Genova, e parlavo del mio progetto per Milano mentre passeggiavamo lungo il Naviglio. C’era un sole che pareva primavera e ho pensato: accidenti, com’è bella, Milano! Com’è bella e com’è trascurata: la Darsena è un insulto alla città. Mi chiedo come possa questa amministrazione presentarsi con orgoglio davanti ai cittadini, mi chiedo quale sia il bilancio di questi ultimi cinque anni di governo: l’incuria, l’abbandono, la trascuratezza delle piccole cose; le liti, gli interessi, l’opacità delle grandi scelte. In quale altra città europea sarebbe ammissibile che un posto cosi’ bello fosse così trascurato?

Continua il mio tour per Officine: ho incontrato il gruppo che lavora sulla Legalità e quello sulla Scuola. Sabato quello sulla finanza, su sviluppo economico lavoro e professioni e sulla Città dei Diritti. Sono sempre più convinto che questa nostra idea di coinvolgere le forze di cui Milano è ricca, sia stata una buona idea. A queste persone lo ripeto: voi siete i protagonisti primi di questo cambiamento, voi siete gli ambasciatori del nostro progetto per Milano, voi siete i moltiplicatori dei consensi.

Ancora: ero all’incontro del cardinale Tettamanzi con gli amministratori locali. Non credo che sia giusto tirare per la giacca il cardinale, ma certo, condivido una per una le sue parole. A volte le città, ha detto, offrono meno opportunità a chi ne avrebbe più bisogno; ai più poveri, a chi non ha rappresentanza. Ha ricordato l’etimologia della parola sindaco, che significa amministratore di giustizia. E dunque, <il primo compito del sindaco è creare una società più giusta>. Ha parlato di diritti del deboli, che non sono affatto diritti deboli. Io sono laico, ma a queste parole sono molto più vicino di tanti che si dicono cattolici.