Nonostante il cielo grigio, stamattina ero di buon umore. Pensavo alla festa dell’Ortica che è stata una delle mie tappe di domenica. Ormai, questo viaggio dentro Milano è anche un viaggio dentro i nostri più grandi cantautori… e chi può dimenticarsi della banda dell’Ortica? Posto incredibile: un paese dentro Milano, praticamente. Un posto dove venivo la domenica, quando ero bambino, con i miei fratelli. Un posto con la piazza, la chiesa, la pasticceria eoliana che fa i cannoli alla ricotta, la corona di negozi, la gente che si ferma a chiacchierare nel giardino. Ho avuto la stessa sensazione che hai se vai a Londra, e dopo una lunga corsa in metropolitana sbarchi a Hampstead, o a Primerose Hill. Veri e propri paesi dentro la città. Qui abbiamo parlato di due tra i temi della mia campagna elettorale che mi appassionano di più: gli Ortica bond e la rete wi-fi libera e gratuita. Sono temi che mi piacciono perché sono cose concrete, programmi realizzati o realizzabili a breve, non liste dei sogni. Perché il sogno è importante, è visione, indica la strada; ma poi bisogna agire.

Mi sono rimaste impresse alcune frasi. Ha detto una signora:  “Bere un caffè insieme, avere un luogo di ritrovo, vuol dire meno pillole, meno infelicità, meno malessere. E qualcuno ha parlato del rumore della vita.”Voglio ringraziare Mauro Lattuada, il giovane che dopo cinque anni di assenza è riuscito a far rinascere, qui, nel quartiere dove vive, la festa dell’Ortica.

E voglio dirvi perché il mio umore, stamattina, è cambiato bruscamente. Ho comprato i giornali all’edicola e ho chiesto se si erano accorti che c’era un borsone che sembrava abbandonato, e se sapevano di chi fosse. Pioveva, lì accanto c’era un senegalese che vendeva gli ombrelli d’emergenza. Mi hanno risposto: <E’ del negro>.