Mi girano le email: <Ciao a tutti, come discusso vi metto in collegamento. Anna e Chiara sono il grande supporto metodologico alla gestione delle riunioni in zona 2: chiedete ad Aurelio o ad Alberto a quale velocità e con che ordine stanno andando avanti! Chiara abita in Zona 9 ed Anna la affiancherebbe anche qui: occasione da non farsi sfuggire>.

Mi scrivono direttamente: Sono bastate due sole riunioni nel comitato per: selezionare le idee, dividere i compiti, pianificare la verifica di una decina di punti di appoggio distribuiti in una zona che va da Piazza delle Repubblica a Cinisello Balsamo a Crescenzago/San Raffaele.
Mi aggiungono l’analisi: il trucco che rende questo gruppo così efficiente è arrivare alle riunioni preparati.
Davide, invece, passa di persona. Ha 23 anni, è laureato in scienze politiche, da giugno lavora fianco a fianco col mio staff.
Racconta: noi giovani stiamo cercando di organizzare tutti insieme tre appuntamenti,al di là delle bandiere, al di là delle appartenenze. Vogliamo far venire i ragazzi che sono lontani dalla politica: faremo una giornata di sport, e una che sia solo divertimento.

L’entusiasmo dei giovani, la loro passione, mi colpiscono ogni giorno di più. Fanno analisi precise: <I giovani pensano che la politica non sia affare loro, bisogna far capire che la politica è tutta la tua vita, è come vai a scuola, è come troverai lavoro, è come vivi e come mangi>. Hanno idee giuste: <La politica non deve sembrare un affare da addetti ai lavori, deve essere più aperta, più inclusiva>. Che è come dire: deve essere vicina alle persone, ai loro bisogni, ai loro sogni. Insomma, il nostro slogan era propio azzeccato: la politica deve ritrovare il sorriso.