Così, pensavo. Me ne andavo a piedi attraverso la Guastalla, verso piazza Scala, al presidio del comitato antifascista. L’autunno è una stagione bellissima, le scarpe che fanno cric cric sul tappeto di foglie secche, i ragazzi che approfittano dell’ultimo sole per stare a leggere all’aperto. E riflettevo su quelle che mi sembrano le notizie più importanti di questi giorni. In Brasile Dilma Rousseff, una donna, è diventata presidente. In Italia, dopo una storia lunga più di cento anni,  Susanna Camusso, una donna, è diventata segretario del più grande sindacato italiano, la Cgil. Sradicherò la miseria e darò opportunità a tutti, ha detto la Rousseff. Sarà un’avventura difficile, ma ce la metteremo tutta, ha detto la Camusso.
Sarà stato per il rosso e il giallo delle foglie, ma mi è venuta un’ondata di ricordi: di quando eravamo bambini spensierati e giocavamo insieme. Susanna era la più piccola delle sue sorelle, noi siamo in sette e dunque come età qualcuno di noi era per forza allineato. Ci trovavamo tutte le estati al mare ed eravamo accaniti nello stare sempre tutti insieme. In mare a giocare a pallanuoto; sulla spiaggia a rubarci la bandiera; per strada a fare a guardie e ladri. Che nostalgia. O forse no. Forse, cara Susanna, possiamo essere più felici oggi. Oggi che raccogliamo tutto quanto abbiamo seminato: con passione, impegno, coerenza. Credo che tu sarai un grande segretario. E spero che io sarò un grande sindaco.

Giocheremo ancora delle partite insieme: saranno partite più importanti e stavolta staremo dalla stessa parte.