Potrai non sapere mai quali risultati derivano dalla tua azione. Ma se non fai niente, non vi sarà alcun risultato.
(“Mahatma” Gandhi).

E’ arrivata per sbaglio anche a me, la lettera che Marina, una sostenitrice appassionata, sta spedendo a tutti suoi contatti per coinvolgerli nella campagna elettorale che deve concludersi con la mia elezione a sindaco di Milano. Lei dice di essere felice e di avere ritrovato un senso alto alle sue giornate che sono diventate impegnative, certo, ma anche luminose. Lavorare per una speranza – ripete a tutti – sentire che il proprio contributo ha un peso, dà una sensazione di appagamento e di gioia. In effetti non l’avevo mai vista con un sorriso così solare.

Ne sono felice anch’io, perché ho trovato l’incipit magnifico e soprattutto molto aderente alla realtà. Ieri sera, ad esempio, ho raggiunto i cittadini che stavano lavorando in una delle sessioni dell’Officina, quella dedicata alla finanza pubblica. Non sono il solo, di questi tempi, a saltare la cena: anche loro, mi hanno detto, erano lì a lavorare come formichine dalla metà del pomeriggio e hanno interrotto solo mezz’ora per un toast. Ho voluto andare a salutarli e, come faccio sempre, con la mia terribile grafia che sono il solo che può leggere, ho preso pagine su pagine di appunti. Mi ha colpito che abbiano dedicato un approfondimento a un tema fondamentale, quello delle risorse. Sembra l’acqua calda, ma vi assicuro che ho studiato tutti i programmi elettorali presentati dagli ultimi sindaci, di destra e di sinistra, e in nessuno si parlava di risorse. Una volta di più ho pensato che questo è un grande passo avanti e che un approccio serio, competente, realistico, ci consentirà di arrivare lontano.
Intanto, riflettevo sull’intervista del banchiere Alessandro Profumo a Il Sole 24 ore. Da Davos, dal World Economic Forum, ha voluto mettere l’accento su quella che ha definito <inclusive growth>, che è lo slogan scelto dagli indiani per spiegare qual è la loro strada per lo sviluppo. Uno slogan che raccoglie la saggezza del Paese e che vuol dire crescita capace di includere, non di escludere. Cito: <Se a lungo la crescita economica è stata accusata di aumentare le distanze sociali tra le classi, una crescita inclusiva è come una nuova filosofia del XXI secolo>. Ho pensato che lo spazio dove eravamo riuniti, in piazza Santa Maria Beltrade, avrebbe meritato un’insegna e il titolo <City Economic Forum>.