Quarantaduemila e duecento metri.

Non è solo la distanza che l’epico Filippide ha coperto a piedi da Maratona all’Acropoli quasi tremila anni fa, ma anche quella che, a sentire google maps, ho fatto in macchina, con i fidati Paolo e Francesco, nella sola serata di sabato, in giro per iniziative sparse per Milano in supporto della mia candidatura.

Sfidando il traffico snervante del sabato sera ho continuato la tradizione, già felicemente inaugurata durante la campagna d’autunno, delle cene itineranti: primo in un posto, secondo in un’altro, dolce in un terzo e caffè in un altro ancora.

Ieri sono stato a mangiare all’Ortica, dove si è parlato di legalità, un tema molto importante in un quartiere tristemente famoso per la criminalità organizzata, ma altrettanto felicemente conosciuto per la resistenza dei cittadini e delle associazioni alla sua espansione. Dopo il primo brindisi e la consegna di una simpatica targa a chi, da tre decenni, fa da mangiare agli ospiti del Circolino di via San Faustino, via di corsa in direzione Gallaratese.

Dessert, nuovo brindisi e tanti applausi, tante strette di mano. Da Milano est a Milano nord cambiavano le facce, ma non le espressioni: tutti convinti e uniti verso l’obiettivo comune.

Giusto il tempo di gustarsi un’ottima fetta di torta e di nuovo in macchina, a tagliare la città, fino ad arrivare in via Meucci, dove alcuni sostenitori avevano organizzato, per raccogliere fondi e parlare di poltica e della città, una serata di tango in mio onore.

Io, da bravo non ballerino, ho preferito parlare ed ascoltare piuttosto che lanciarmi in un tango (o in una waka-waka…), ma soprattutto ho preso nota di avere vissuto l’ennesima magica serata.

L’ennesima serata in cui mi sono reso conto dell’entusiasmo e della passione che circonda la mia candidatura. In tutti i posti in cui sono stato, sabato sera e non solo, ho avvertito quella voglia di cambiamento che è fondamentale per poter davvero far sì che in questa città inizi a spirare un vento nuovo.

Alla fine della mia personale maratona ero stanco come se ne avessi fatto una a piedi, ma felice come Filippide, mentre annunciava ai suoi concittadini la vittoria sui persiani.