Se fossi diverso da come sono, dovrei essere qui a fare i salti di gioia e a stappare bottiglie di champagne: due sondaggi in due giorni mi danno in testa nella corsa delle primarie. Uno è casalingo, fatto in un gruppo allargato di amici che si ritrovano ogni giovedì a casa di Augusto Bianchi e dove io, che pure sono un orso allergico ai salotti, ieri sera mi sono sottoposto a un fuoco di fila di domande. E uno è proprio scientifico, fatto da Swg su un campione rappresentativo di cittadini milanesi. Il fatto è che, di questa cultura berlusconiana – e lo dico in senso molto lato – io non ho assorbito proprio niente. I sondaggi mi interessano, certo; ma non sono il mio faro. E così quello che oggi mi rende più soddisfatto è un incontro che ho avuto con i sindaci del Nord. Venezia, Torino, Lecco. Tre città, tre storie di successo della sinistra che unita vince.  E Milano, vedrete, seguirà. Pensate che il mio collega avvocato Giorgio Orsoni è riuscito a battere in casa il ministro Brunetta e a conservare al centro sinistra le chiavi della città. A Venezia hanno fondato quello che chiamano il <laboratorio>, che è poi il tentativo riuscito di mettere insieme un’alleanza molto vasta, che va dall’Udc ai centri sociali. Un progetto simile a quello che ho in mente io per Milano e che sono certo potrà diventare realtà. La mia storia – sono un uomo di sinistra, ma credo che fare politica significhi raggiungere mediazioni alte – è lì, a provare che sono l’unico capace di questa tessitura. La politica è un’arte nobile, ma anche il risultato di una scuola dura; non ci si inventa politici per caso. E l’antipolitica non è una buona consigliera.
Il giorno dopo il 14 novembre, quando avrò vinto le primarie e sarà il candidato che deve battere il centrodestra riprenderò quel filo che ho già cominciato a tessere. Perché anche il mio <laboratorio> è già stato seminato, e con molti protagonisti ho già immaginato questo scenario. Oggi, al Circolo della stampa,è stata solo una prova tecnica.
La sinistra che vince calerà anche su Milano.