Ce l’abbiamo fatta.  Non so se sono più felice, frastornato, stremato o energico per quello che ci aspetta. Perché la vera corsa, lo sappiamo tutti, comincia adesso. E’ come se finora avessimo scherzato: in fondo, noi, stavamo tutti dalla stessa parte! Però io sono convinto di una cosa: adesso la strada è in discesa, adesso sarà più facile, adesso comincia la marcia vittoriosa di tutti noi per riprenderci Milano. Quel Quarto Stato, insomma. Non ho dubbi, e la prova l’abbiamo avuta ieri, sotto i nostri occhi: mentre noi ci contendevamo ancora voto a voto, decisi a rispettare quale che fosse il risultato delle urne, dall’altra parte Berlusconi, solo lui, incoronava la Moratti. Lo stile fa la differenza; non lo dico perché sono un avvocato, ma la forma è sostanza. Grazie a tutti noi, grazie per essere come siamo: noi non accettiamo che sia un padrone a dirci cosa fare. Democrazia per noi non è solo una parola vuota che pronunciamo. E’ una pratica; magari faticosa, litigiosa, a volte anche aspra. Ma mille di queste asprezze, se sono il prezzo della differenza.

Ieri credo di avere fatto il pieno di emozioni: sono stato al raduno degli stranieri, arrivati da tutte le città d’Italia, sotto la torre di via Imbonati; poi al pranzo sociale dell’Eutelia; poi ad aspettare i risultati, finalmente disteso sul divano. Drammi che sono lo specchio di realtà diverse. Ho visto, in questi quattro mesi, centinaia di situazioni con problemi da risolvere. Servirà essere uniti, per farlo. Perché solo l’unità dà la forza. Ho anche cominciato a fare l’elenco dei libri che ho raccolto in questa campagna elettorale. Il sapere scientifico della scuola, Salvare l’acqua, Il tempio siamo noi, Milano e il suo destino, Il valore dell’alleanza… una volta o l’altra scrivo la lista completa, ne vale la pena, perché ognuno è un pezzetto della realtà che ho conosciuto e che presto governeremo. Ma adesso non voglio parlare di progetti, questo è il momento delle emozioni. Avevo il cuore in gola, quando sono arrivato al mio comitato elettorale: i miei avevano perfino preparato uno striscione con su scritto Grazie Giuliano, credo che qualcuno abbia rubato delle lenzuola a casa, che abbiano comprato delle bombolette, ma quando l’hanno srotolato ho fatto fatica a non commuovermi. Poi c’è stata la festa all’Arci. Al Bellezza, che in questi mesi è diventato la mia seconda casa. E’ stata davvero una grande gioia, la chiusura di una prima cavalcata esaltante.
Dovrei essere felice, questo è l’ultimo post del Diario elettorale per le Primarie e si chiude con un primo,  fantastico happy end.
Lo sono, felice.
Però, in fondo, ho già un po’ di nostalgia…