La mia auto blu è un Malaguti color argento. Francesco viene a prendermi col casco, sfrecciamo in mezzo al traffico e arriviamo sempre puntuali. Basta che  mi sistemi un po’ i capelli e torno a sembrare quel che sono, un serissimo avvocato, deciso a diventare sindaco di questa città al posto di Letizia Moratti. Ieri sera l’appuntamento era al Cam di corso Garibaldi, la vecchia chiesetta sconsacrata con le colonne con gli stucchi dorati, ospite delle sezioni Aniasi e Porta Romana del Pd. Prima, però, Elisabetta e Barbara, del bar tabacchi all’angolo con via Tessa, avevano preparato un sontuoso aperitivo. Ormai lo sanno tutti, a pranzo non riesco mai a mangiare, e capita che non abbia neppure le mie solite banane-salvavita. Dunque, ho esagerato: tre prosecchi. Ma come potevo tirarmi indietro? La serata, gli amici che ho ritrovato, quelli che avevano abbandonato la politica e che ora invece sono ricomparsi, meritavano quei brindisi. Prosit a noi, ragazzi; ce la faremo a vincere, sono sempre più sicuro.

La sale era stracolma, mi dicono che non c’era mai stata tanta gente. Persone di ogni età, da vecchi compagni del Pci a ragazzi di 18 anni che si affacciano adesso alla politica. In mezzo militanti del partito,  tutti, comunque, a chiedere a gran voce una cosa: l’unità. E’ quello in cui credo anch’io, e l’ho ripetuto molte volte: non un voto di queste primarie dovrà essere perduto, non un briciolo di questo meraviglioso entusiasmo dovrà essere sprecato. Adesso la gara è a quattro, ma questa è solo la prima fase: dopo, dovremmo essere tutti uniti contro il centrodestra. Dopo tutti insieme dobbiamo combattere per riprenderci Milano.

Mi hanno chiesto, come farà a vincere? Era una risposta facile: come ho fatto quando ero in Parlamento, quando per 55 volte ho battuto Berlusconi. Federico, che insieme ad Anna ha condotto la serata, aveva raccontato qualcosa di me. Ad esempio, che sono stato l’unico a battere Berlusconi in un’aula di giustizia. E’ vero, ma in questa sede quello cui tengo di più è ricordare che anche in un’ altra aula, quella di Montecitorio, l’ho battuto. Sono di sinistra, ma sui miei emendamenti sono riuscito per 55 volte a raccogliere la maggioranza, e questo accadeva quando il centrodestra aveva un vantaggio di cento voti. Perché io credo nella buona politica; e penso che le mediazioni, quando sono alte, siano buona politica. Credo che sia necessario cercare di raggiungere sempre un punto di equilibrio. E so, è la mia storia, di saperlo fare. Non sono io ad essermi svegliato una mattina con l’idea di fare politica.

Anche a Milano, sarà così. Ci sono alcuni temi sui quali siamo divisi; ma ce ne sono altri sui quali, nel nome della ragionevolezza e del bene comune, sarà possibile essere uniti. Raggiungeremo il 51 per cento se non sprecheremo quello che abbiamo costruito fino a qui. Questa sala piena, i sogni di Lorenzo, che ha 18 anni e mi chiede di fare una grande città; i sogni di Mario, che era un iscritto del Pci, sono la prova di quello che possiamo fare insieme.

Grazie Anna. Grazie Federico. E’ stata una magnifica serata.