Dove eravamo rimasti?
E’ passato esattamente un mese dal giorno glorioso delle primarie, e ieri sera, mentre alla fine di una giornata frenetica mi infilavo alla Libreria del Mondo offeso, al numero 50 di corso Garibaldi, e mentre dovevo farmi largo per riuscire ad entrare, mi sono ricordato per filo e per segno il mio primo incontro, in questa libreria. Era il 9 settembre. Allora – come oggi – mi sembrava un posto quasi magico; e allora, come oggi, era affollato da non poterci entrare.
Mi è sembrato davvero un segnale importante. L’entusiasmo, la voglia di partecipare, il bisogno di fare la propria parte per cambiare questa città, non sono scemati con il voto del 14 novembre, anzi! E non è diminuito nemmeno il mio impegno, anzi! Ieri pomeriggio, ad esempio, ero a Palazzo Marino, dove ho visto i consiglieri comunali che oggi sono all’opposizione di Letizia Moratti e della sua giunta e che domani, sono certo, saranno quelli di maggioranza.

Quello che è cominciato adesso, certamente è un percorso differente: adesso siamo tutti insieme, e siamo in tanti, raccolti sotto famiglie diverse. Per vincere – e sono sicuro che anche questa è una sfida che vinceremo – non dobbiamo dividerci, non dobbiamo alzare steccati e dobbiamo trovare il comune denominatore tra tutti. Il nuovo sindaco di Milano non sarà l’espressione di questo o di quel partito; la mia ambizione, e soprattutto la mia convinzione che questo sia l’unico modo per vincere, è quella di creare uno schieramento largo, aperto, civico.

Ho fatto decine e decine di riunioni, in questi ultimi trenta giorni. Incontri con tutti quelli che possono far parte di questa coalizione ampia. Il tavolo politico è importante, assorbe molte energie. Ma non mi sono rinchiuso nelle stanze delle segreterie, non ne sarei capace. La strada che io voglio continuare a seguire è quella che mi ha portato a vincere le primarie. Voglio continuare a incontrare le persone di Milano, a visitare i luoghi dove vivono, ad ascoltare i loro problemi. Ho già fatto un certo, gradevole, numero di cene nei circoli. Scusino gli altri, ma il cotechino e il bollito che ho mangiato all’Ortica me lo ricordo ancora. Con i miei collaboratori abbiamo lanciato la riorganizzazione dei nostri comitati; ci sono già state numerose riunioni, prima di Natale ce ne sarà una programmatica perché tutti chiedono di fare qualcosa, anche se manca alle elezioni mancano cinque mesi. Abbiamo trovato una nuova sede più grande. Stiamo avviando l’Officina del programma. Ho raccolto in un libro tutto quello che ho imparato in questi mesi in giro per la città, e presto uscirà il mio diario delle primarie. Ogni sera, guardate nella sezione appuntamenti, mi trovate da qualche parte. Lunedì è stato alla Libreria Equilibri; stasera sarà al circolo del Pd 02, domani alla Camera del Lavoro…

Riprendiamo la marcia. E buon viaggio!