… e dopo il tango, la musica rock. Chi l’avrebbe detto che per diventare il sindaco di Milano avrei dovuto imparare a ballare!

Beh, domani sera in miei ragazzi hanno organizzato una serata per i giovani e mi hanno chiesto di esibirmi sulla piattaforma, mentre quattro band suonano dal vivo. Non ho ancora detto di sì, perché – ed è la prima volta che questa mi sembra una fortuna – la mia giornata sarà molto complicata e alle sette, quando comincia la festa nel vecchio spazio Arci di via de Castilla 20, proprio vicino all’ ex Stecca degli Artigiani,  sarò da qualche parte a parlare.
Però non so se è davvero una fortuna: perché essere con i miei ragazzi mi dà una carica incredibile. E il futuro dei giovani è stata una delle ragioni che mi ha spinto a candidarmi. Victoria, Davide, Cape, Ema, Viola e Jacopo hanno lavorato come matti. <Non ci siamo bevuti il cervello>, hanno intitolato il loro manifesto, e mentre hanno conservato la leggerezza dei giovani, hanno anche scritto cose molto serie e preoccupanti: Dopo una laurea e un master guadagnamo 250 euro per uno stage. Ci chiamano bamboccioni: una singola costa 300 euro, una doppia 500. Far l’amore? Solo se i genitori non ci sono. Alcuni dicono: precarie, sposate un uomo ricco. Una fotografia agghiacciante. Ma poi viene il bello: questi ragazzi credono che si possa cambiare,  e loro in prima persona sono impegnati nel cambiamento. Loro sono gran parte della mia forza. Vogliamo una Milano felice, scrivono. Vogliamo vedere scritto <Milano libera dalla mafia>, non <Padania libera>. Vogliamo accedere a sale prove la sera lungo Navigli veri, pieni d’acqua. Vogliamo mezzi pubblici di qualità.

Mi hanno detto che questa sarà solo la prima di una serie di iniziative destinate ai giovani: giovani gli organizzatori e giovani gli ospiti. E anche agli ospiti, i giovani X Pisapia sindaco, che hanno già deciso da che parte stare e che vogliono prendere la loro vita nelle loro mani, offrono questa scelta: abbandonare o rivoluzionare Milano. Una rivoluzione gentile, colorata, allegra. Una rivoluzione a suon di rock.