Il primo giorno di scuola

Domani si comincia davvero. Domani è il primo giorno di scuola. La prova dei primi due giorni, in realtà, è stata fantastica. E oggi sono molto felice di entrare dal grande ingresso di Palazzo Marino, di salire le scale e di sedermi, in mezzo alle mille carte che già mi aspettano, nel mio nuovo ufficio. Con tutto quello che c’è da fare, meglio cominciare al più presto!

Non è tanto il luogo – che è bellissimo, davvero solenne – a darmi la gioia di cominciare. Sono le persone. L’accoglienza che ho avuto da parte di chi lavora al municipio è stata indimenticabile. C’era un calore nelle parole e nei gesti delle persone che non potrò mai dimenticare. E che mi fa essere certo che sarà un’avventura importante: costruiremo insieme, con l’impegno, la capacità e la dedizione di tutti, una Milano migliore. Sapremo cogliere tutti insieme un’occasione irripetibile: quella di sentire l’orgoglio di lavorare per il bene della città.

In ufficio, mi hanno anche già preso in giro… Quando ho chiesto, ad esempio, chi è, la sera, che spegne la luce… nel mio studio l’ho sempre spenta io, l’ultimo ad andare a casa. E abbiamo già risolto dei piccoli, innocui problemi. Non c’era il sapone nel bagno: ho chiesto se avessi dovuto portarlo, mi hanno risposto che no, se mi va bene quello che c’è. Prima, mi hanno detto, quel sapone ordinario non era gradito.

Ho un solo problema: il vaso di begonie arancioni che mi hanno regalato i commessi. Un regalo molto gradito, un tocco di grazia in un ambiente austero.  Ma io non so curare i fiori… per favore qualcuno può dare l’acqua ogni tanto?

Il gruppo del mercoledì

Ricevo molte lettere, in questi giorni.
Talmente tante che devo fare una fatica incredibile per riuscire a leggerle tutte…
Quando però a notte fonda lo faccio, mentre in casa tutti dormono e la mia è l’unica luce accesa , e mi imbatto in parole come queste, beh, sono felice di aver sacrificato il sonno e ancora più felice di aver cominciato questo meraviglioso cammino.
Perdonatemi se non rispondo a tutti, ma state tranquilli: nessuna vostra parola andrà perduta.
E voi, grandi amici del mercoledì, fateci conto: ci vedremo da voi un mercoledì!

Milano, 1 giugno 2011

Gentile e caro Sindaco,
siamo il “gruppo del mercoledì” dell’associazione Al confine, una specie di Alzheimer café un po’ sui generis, che riunisce intorno ad alcuni operatori – o meglio operatrici – volontarie un gruppo di anziani con vari problemi di salute, solitudine, isolamento, insomma tutti quei guai tipici della nostra età, che, per inciso, varia dai 74 ai 96 anni, ma con una media decisamente spostata sopra gli 80. Continua a leggere »

Siamo arrivati a casa

Il viaggio è finito. Siamo arrivati a casa. A casa nostra. E la nostra casa deve essere accogliente, pulita, aperta. Tocca a noi farla così. A ognuno di noi. Buona nuova Milano, milanesi!
Che giornata straordinaria, quella di ieri, che vortice di emozioni, che voglia di cantare, che felicità. Voglio proprio spiegarla, questa parola, perché la ripeto sempre e qualcuno – abbiamo visto che sono la minoranza, però! – non capisce perché. Domenica, a metà pomeriggio ho interrotto una riunione per rispondere a una mail. Mi scrivevano: sono Irene, ho 25 anni, e non capisco come lei faccia a promettere la felicità. La felicità – le ho risposto, e sono parole che ieri ho voluto ripetere – non viene dal possedere un gran numero di cose, ma dall’orgoglio del lavoro che si fa. Io credo davvero che la felicità sia dentro di noi, non nelle cose fuori di noi. E credo che lavorare tutti insieme, perché si crede in qualcosa, senza che ci spinga alcun interesse, sia qualcosa che si può chiamare felicità.
Io ci credo profondamente. E anche voi. Perché in piazza del Duomo, nella nostra magnifica piazza che non avevo mai visto così piena, ieri sera si respirava la felicità.
Buongiorno Milano, dunque. Buon giorno e buon lavoro a tutti noi.