Duecentottantaquattro messaggi di posta.  L’era di internet è fantastica, questa possibilità di entrare in contatto in tempo reale con qualcuno che sta dall’altra parte del mondo e di dialogare così, come se di mezzo non ci fossero gli oceani, è davvero la grande rivoluzione della nostra era. Però stamattina quando ho acceso il pc ho avuto un momento di scoramento: duecentottantaquattro sono tanti! Quanto ci vuole per leggere ogni messaggio, diciamo in media mezzo minuto? Ecco, fate un po’ di conto. Pensavo di fare quattro passi all’aria aperta ma è arrivato mezzogiorno ed ero ancora lì, seduto davanti al computer a leggere e rispondere.
Il fatto è che ieri non sono riuscito a evadere tutta la posta arrivata. Ieri è stata una giornata incredibile. E’ cominciata la mattina con la manifestazione della scuola. Alle nove ero già in piazza Cordusio e che sorpresa quando ho visto un gruppo di ragazzi che partecipavano alla manifestazione con la mia pubblicità elettorale sulle pettorine. Poi ho incontrato un gruppo che si occupa di housing sociale che mi ha raccontato cosa fanno: ottengono che l’Aler metta loro a disposizione gli appartamenti chiusi e vuoti, spesso in pessime condizioni, magari ancora senza il bagno, e li affittano a basso prezzo a chi accetta di ristrutturarli. Quello che mi ha colpito sono le cifre: pensate che per aprire case che restano sbarrate perché sono fatiscenti, bastano dai 5 ai 7 mila euro. A metà mattina è stato il turno del Pgt: ho ascoltato le critiche di un gruppo di architetti e sono rimasto affascinato dal progetto che mi hanno illustrato e che è stato elaborato dall’università per la riapertura dei Navigli. Pranzo a palazzo Marino con un gruppo di consiglieri comunali che appoggiano la mia candidatura, un rito che mi è sembrato una sorta di anticipazione di quello che sarà tra un po’ di mesi, perché state sicuri che io non farò come la Moratti, e che le questioni pubbliche saranno discusse in quel luogo pubblico, non certo a casa mia. Infine l’appuntamento con un gruppo di dirigenti del Pd che non hanno apprezzato la decisione dei vertici del partito di azzoppare le primarie indicando un candidato e riservando solo a lui spazi, appoggi, personale, perfino mailing list di nominativi da contattare. Il gruppo che ho incontrato, ad esempio, guarda con più interesse alla mia candidatura e non ha nessuna voglia di essere testimone impotente di una corsa truccata.