Ieri pomeriggio sono passato in piazza Fontana per ascoltare le voci delle tante persone che sperano di ritrovare a Milano spazi di musica, arte e cultura che questa città da troppo tempo non offre più, anzi li elimina. Le amministrazioni degli ultimi vent’anni non hanno saputo fare altro che ostacolare l’attività delle numerosissime associazioni che con il loro lavoro fanno vivere la nostra città.
Posti come la Casa 139, le Scimmie e tanti circoli Arci sono una risorsa sociale, culturale ed economica. Chi ne impedisce l’attività va contro i milanesi. Da anni i cittadini assistono alla chiusura di centri di aggregazione storici, parchi pubblici e intere piazze. La collinetta del Mom, le Colonne di San Lorenzo, altri luoghi che da sempre caratterizzano la vita della città, sono resi inaccessibili in nome di una finta sicurezza. La sicurezza, quella vera, reale non deve essere uno slogan utilizzato al bisogno per risolvere nella maniera più semplice, più veloce, problemi che invece vanno affrontati con il reale confronto, tra tutti coloro che vivono, e quindi conoscono, determinate realtà. Il dialogo deve essere aperto, ai gestori e alle migliaia di giovani che frequentano gli spazi per sentire e fare musica, per avere e soprattutto per dare cultura. Le norme vanno rispettate, ma un Comune vicino alla città deve saperle attuare per rispondere ai bisogni, di tutti.
Ieri centinaia di persone “occupavano” uno spazio pubblico per fare e ascoltare musica, per raccontare e ascoltare storie e parole. C’erano tanti giovani in piazza perché, come mi hanno raccontato “sono stanchi di non avere posti, piazze, luoghi di incontro dove bere una birra e chiacchierare senza sentirsi fuori legge”, insomma hanno voglia di tornare a vivere la città, per farla rivivere e rinascere. C’erano anche tante mamme, papà e bambini perché ieri pomeriggio c’era il sole ed era bello poter vivere gli spazi della nostra Milano senza transenne e senza cancelli.
“Milano l’è bela”
era il titolo dell’iniziativa, e Milano ieri l’era bellissima, si era riaccesa, e il nostro compito è di non farla spegnere, ridare speranza e ascolto a tutti quei giovani, e non, che amano la città e vogliono viverla, insieme.
Verso le sei lampi, tuoni e fulmini, un classico temporale di stagione, la primavera è arrivata. Come il vento di una nuova stagione che dovrà cambiare Milano.