Ancora piazza Santa Maria Beltrade, ancora un’Officina, stavolta al lavoro sul nuovo sviluppo economico.  Ci sono arrivato alle 9 di sera, infreddolito nel fisico – è la coda dei giorni della merla – e caldo nel cuore. Arrivavo da quello che era stato l’ultimo appuntamento della giornata, l’incontro sul piano del territorio con le associazioni ambientaliste al teatro Krizia, dove c’era moltissima gente. E subito, all’ingresso, ho incontrato Adriana, una vecchia amica che ha passato in Africa gli ultimi i suo ultimi tre anni. L’unica ragione per cui vale la pena di essere tornata, mi ha detto, è questa campagna elettorale. E’ il motto di Gandhi che citavo ieri. E’ il senso di questa lettera che abbiamo ricevuto al comitato. Arriva da Antonella; ve la giro tutta, ne vale la pena.
“…Ma che bella Milano, che nuova e inaspettata energia, lo dico agli amici delle altre città, lo scrivo nelle mail di lavoro, non posso tenerlo dentro.Se sei nei Comitati senti voglia di fare, darti da fare, è il momento per farlo.
Se sei all’interno delle Officine dici tra te e te, ma veramente è possibile una Milano migliore, basta poco, speriamo, dobbiamo farcela.
Una Milano che possa nuovamente dire, “da Milano partono idee, novità, le “cose” funzionano”. Milano come città che diventa internazionale dentro e non solo durante il Salone del Mobile.
Milano che riprende le matrici di città di lavoro e creazione di valore attraverso esso.
C’è entusiasmo, siamo in tanti ed ogni sera conosciamo tante altre persone, nessuna etichetta, ma semplicità.
Non ci chiediamo chi sei, che lavoro fai, siamo insieme con la voglia di fare, di vivere meglio come persone in questa città, individualmente e socialmente.
Ci diamo da fare, mettiamo a disposizione quel che sappiamo fare, con semplicità e gioia.
Io partecipo a questa campagna perchè vivo da 25 anni a Milano ed è stata generosa, capace di ascoltare senza giudicare, di aprire porte e  accogliere idee e progetti….Che Milano riprenda e rinvigorisca la sua apertura versus servizi sociali, creatività, innovazione, città modello.
Partecipo a questa Campagna perche quotidianamente ho conferma che Giuliano Pisapia ascolta, non disegna la città che vorrebbe, ma la città che vogliono le officine, una sintesi dei bisogni dei quartieri, della gente borghese, operaia, disoccupata, con famiglia e non.
Partecipo a questa Campagna perchè scopro ogni giorno che siamo in tanti a voler vivere bene e meglio, un progetto di Felicità collettiva, perchè la felicità se diventa progetto perdura.
Impegnamoci per costruire la nostra felicità, a Milano, da Milano, verso Milano.”