Sono un po’ imbarazzato a girare qui i messaggi che ho ricevuto ieri sera, durante e dopo la trasmissione di Gad Lerner – L’Infedele, su La 7 – cui ho partecipato insieme a un bel gruppo di ospiti e che voleva sviluppare una discussione sulla contraddizione della Lega. Un partito che blatera contro Roma ladrona, il governo di Roma, e cosette simili, e poi a Roma c’è eccome, e naturalmente siede in quel governo che critica e sbeffeggia. Oltre che a sedere, ormai, in tutte le posizioni di potere senza aver modificato le logiche, del potere. Come ai tempi della vecchia Balena bianca, la Dc. Addirittura il sindaco di Treviso, un colorito Gianpaolo Gobbo, ha teorizzato questa politica di lotta e di governo: fatelo anche voi, ha suggerito beffardo al centro sinistra, noi in questo modo prendiamo un sacco di voti. Verissimo. Vero che fanno il pieno di voti colpendo la pancia della gente e assecondando un pericoloso populismo senza risolvere i problemi, pensate solo alla bufala delle ronde; e vero che mentre sul territorio imprecano contro <i ladroni>, in quella famosa Roma ci vanno a braccetto.  E così quando Gobbo si è placato (ha gridato per quasi per tutta la trasmissione) e ha detto che condivideva la mia proposta, non mi è parso vero: ho detto che il comune che amministrerò io dopo aver vinto le primarie e battuto Letizia Moratti, non farà confusione tra controllori e controllati e che saranno i migliori, non quelli con la tessera giusta, a sedere nei consigli di amministrazione delle aziende. L’idea è piaciuta anche a lui, ha detto che ho ragione, bisogna realizzarla. Ho solo un dubbio: vista la sua filosofia, non è che poi nei fatti si comporta al contrario? La coerenza, si è capito, non è nel patrimonio genetico dei leghisti.

L’imbarazzo, dicevo. Ecco, copio dal cellulare alcuni degli sms che ho trovato e non lo faccio per vanità, ma perché mi hanno lasciato un po’ stupito. <Ti sto guardando in tivù. Ma come sei carino!>. <Giuliano, ma sei bellissimo>. <Ottima partenza. Bravo e anche bello>. <Bravo, bello e battagliero>. <Ciao, ma come sei bello! Cosa hai fatto?>. <Molto bravo ed efficace. E poi lo stress ti fa bene, non ti ho mai visto così bello>. Ci sono rimasto un po’ male: pensavo di essermi battuto come un leone per esprimere le mie idee, mi sembrava una discussione di buona politica. E invece quello che mi scrivono è che sono bello? Ho pensato a McLuhan, al potere della televisione, alla dittatura dell’immagine… E ai miracoli della truccatrice de La 7 che ha costretto tutti noi a una passata di cipria.