Mi dicono che domani sarei a un pranzo elettorale. E mi dicono che ieri sera avrei dovuto essere a un aperitivo per la campagna elettorale. Leggo che lunedì sarei a un flashmob e ricevo una mail secondo la quale martedì sarei al Boccascena Café. Mercoledì mi danno in tre posti diversi… sugli inviti leggo il mio nome <con noi ci sarà Giuliano Pisapia>. Scusate, ma sento il bisogno di chiarire una cosa che forse non tutti realizzano:  non ho il dono dell’ubiquità. Ormai mi conoscete, mi piace incontrare le persone e ascoltare le loro voci, è questa la parte della campagna che mi piace di più; e per questo faccio di tutto per correre da un posto all’altro a parlare con questi e con quelli. Da giugno non faccio vacanza; diciamo che, nonostante sia appesantito, il fisico tiene e l’adrenalina dev’essere l’additivo che mi carica a molla anche per quindici ore di fila. Tra incontri, dibattiti, interviste, riunioni, anche semplici passeggiate nei quartieri e passaggi nelle case, la mia è una giornata senza respiro, contrassegnata dall’overbooking continuo. Per questo voglio chiarire: non posso essere sempre e dovunque. Non posso fare più di quello che faccio. Non posso essere dove molti, nello stesso momento, vorrebbero che fossi. A Milano faremo i miracoli, questo è sicuro; ma il miracolo di essere contemporaneamente in più posti diversi quello no, io non sono e non sarò in grado di farlo. Se volete sapere dove sono davvero – in un posto alla volta – guardate il mio sito; e non prendetevela con me se altri mi fanno apparire in teatri diversi.
Dicevo: ieri sera mi davano a un aperitivo e invece io ero in via Monte Oliveto, alla Cooperativa Ponte Lambro, alla conferenza tra tutti i partiti del centrosinistra di zona 4. Andrea Di Stefano, la voce che parla di economia a Radio Popolare, mi ha fatto molte domande e poi la parola è passata a voi, ai cittadini. Mi ha colpito che i primi cinque interventi siano stati di donne… E mi ha colpito che sotto quel tendone non ci fosse pace: o per colpa dell’aria condizionata faceva un freddo terribile o per colpa del riscaldamento si scoppiava dal caldo. Climatizzazione volubile, imprevedibile… ma è stato l’unico neo della serata. Rispondendo ad Agnese ho potuto dire una delle cose in cui credo di più: la scuola pubblica è un bene costituzionale e sulla sua difesa non si può tornare indietro di un passo. A una ragazza di 24 anni, che è candidata al consiglio di zona, ho raccontato che i giovani come lei, questa volta, sono in prima linea: moltissimi stanno lavorando con i loro linguaggi, i loro network, i loro metodi. E poi ho detto quello che in fondo ha ispirato questo post: un sindaco non può permettersi di non mantenere gli impegni. A cominciare dai piccoli – la presenza nei luoghi dove ha confermato la sua presenza – fino ai più grandi – la realizzazione di quello che ha promesso di fare. Istruttivo, da questo punto di vista, il libro dei sogni irrealizzati della Moratti: leggetelo, e divulgate. E’ un elenco di pubblicità ingannevole.