Il viaggio è finito. Siamo arrivati a casa. A casa nostra. E la nostra casa deve essere accogliente, pulita, aperta. Tocca a noi farla così. A ognuno di noi. Buona nuova Milano, milanesi!
Che giornata straordinaria, quella di ieri, che vortice di emozioni, che voglia di cantare, che felicità. Voglio proprio spiegarla, questa parola, perché la ripeto sempre e qualcuno – abbiamo visto che sono la minoranza, però! – non capisce perché. Domenica, a metà pomeriggio ho interrotto una riunione per rispondere a una mail. Mi scrivevano: sono Irene, ho 25 anni, e non capisco come lei faccia a promettere la felicità. La felicità – le ho risposto, e sono parole che ieri ho voluto ripetere – non viene dal possedere un gran numero di cose, ma dall’orgoglio del lavoro che si fa. Io credo davvero che la felicità sia dentro di noi, non nelle cose fuori di noi. E credo che lavorare tutti insieme, perché si crede in qualcosa, senza che ci spinga alcun interesse, sia qualcosa che si può chiamare felicità.
Io ci credo profondamente. E anche voi. Perché in piazza del Duomo, nella nostra magnifica piazza che non avevo mai visto così piena, ieri sera si respirava la felicità.
Buongiorno Milano, dunque. Buon giorno e buon lavoro a tutti noi.