Ah, la domenica. Prima di buttarmi in questa avventura era il mio giorno preferito della settimana, il giorno del relax, quello in cui staccare il cervello era lecito e normale.

Adesso non è più così, gli incontri non si possono fermare, il treno accelerato che sto guidando non fa più fermate neanche per pisciare, come canta De Gregori nella sua splendida “Generale”. La domenica si è ormai trasformata, per me, come tutti gli altri, in giorno di discussioni e decisioni. A pranzo ho visto uno dei miei più fidati e stimati collaboratori, Paolo Limonta.

Paolo il maestro elementare, quell’omone che in otto foto su dieci vedete spuntare alla mia destra manco fosse il mio body-guard. Se mi mettessi a contare non saprei quante battaglie abbiamo portati avanti fianco a fianco, ma oggi ciò che abbiamo fatto non conta nulla, almeno fino a maggio, perché quella che stiamo conducendo è di sicuro la più grandiosa e la più difficile.

Paolo mi ha aggiornato sul lavoro del gruppo di coordinamento dei nostri comitati, una dozzina di persone con solo due over 26, e già questo per me è un piccolo successo.

Siamo un bel gruppo, ci divertiamo e lavoriamo assieme con serietà mista ad allegria- mi raccontava Paolone- Ci siamo divisi le zone a coppie e da settimana prossima si parte con gli incontri con i cittadini. Però abbiamo un problema: non riusciamo a trovare un nome che piaccia a tutti. Comitati è troppo freddo e sa di vecchio, le case già usato, le fabbriche pure, le officine anche…“. (altro…)