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I colori di Via Padova

Via Padova è una bellissima strada.
Piena di negozi e bar dalle insegne in mille lingue.
In via Padova c’è il Trotter, un parco molto accogliente, sede di una delle scuole storiche di Milano.
Una scuola che ha scritto la storia del tempo pieno, della scuola luogo di incontro tra le genti e le culture, della scuola di qualità che la signora Gelmini vuole cancellare.
Ieri pomeriggio c’era il sole e il parco era pieno di ragazzi e  bambini, di mamme, di nonni e nonne.
Ad aspettarmi un signore a cavallo di una graziella rosa: il mitico  Dirigente Scolastico del Trotter, Francesco Cappelli.
E, con lui, la vulcanica presidente dell’Associazione Amici del Parco Trotter Lella Trapella. (altro…)

Sotto un cielo settembrino…

Ho pulito il mondo.  Domenica mattina, sono andato al Parco Lambro, a dare una mano a quelli di Legambiente che in tutta Italia avevano invaso i parchi con scope, palette, ramazze. Pettorina gialla, e via, a raccogliere porcherie buttate chissà perché in mezzo al verde. Non lo vedevo da un po’, Parco Lambro, ed è ancora un parco bellissimo. Buffo: sono passati più di trent’anni, eppure quando dici Parco Lambro, il collegamento che scatta è ancora con re Nudo, il festival della musica e della controcultura.

Adesso, nel Parco, ci sono altre realtà che di questi tempi sono forse più interessanti: alcune vecchie cascine recuperate per farne la casa di chi non ha casa; il luogo di incontro di chi non avrebbe dove incontrarsi. Sono stato nella Cascina della Casa di Carità di don Colmegna, e ho visto come persone emarginate – perché arrivano da lontano, perché sono malate, perché sono state tossicodipendenti – riescano, in quel luogo, con quei modi, a tornare a una vita normale. Ne ero già convinto, e lo sono sempre di più: si può chiedere, quando si dà. La strada per affrontare le emergenze non è quella di chiudere le porte, ma è quella di aprirle. La repressione, da sola, non porta da nessuna parte: bisogna costruire i progetti e bisogna realizzarli insieme. (altro…)

Un sabato di fuoco sotto l’acqua

Non sono metereopatico, però forse un po’ sì, e tutta quell’acqua mi ha messo di malumore. Intanto, mi ha costretto a cambiare programmi e questa è una cosa che mi fa imbestialire: non sopporto di prendere degli impegni e poi non rispettarli. Così, quando ero già in macchina per andare al mercato di piazza Prealpi e mi hanno telefonato per dirmi di lasciar perdere, ché sotto il diluvio non c’era praticamente mercato, ho capito che la giornata si metteva un pò storta. Incontrare le persone, parlare con loro, raccogliere i loro suggerimenti dopo aver conosciuto i loro problemi, è la parte di campagna elettorale che mi piace di più. Preferisco il contatto con le donne, gli uomini in carne ed ossa, che il dibattito astratto.
Il terzo caffé l’ho preso in un bar di via Fara, vicino alla fermata Sondrio della metropolitana, quella allagata perchè a Milano in fretta si costruiscono solo i grattacieli, e che il Seveso metta pure in ginocchio i quartieri.
Poi è stato il frullatore, con dibattiti a quattro con gli altri candidati alle primarie.
Quello che mi è rimasto più impresso, però, è quello che ho visto in via Odazio. Tra un confronto e l’altro ho raggiunto il comitato di quartiere di zona 6 che aveva organizzato la lettura della Costituzione in piazza. Mancava Cerruti Gino, ma l’atmosfera era quella autentica del Giambellino raccontata da Gaber nella sua indimenticabile ballata. (altro…)