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Le sue parole…

Cara Rebecca, mi hanno inoltrato la mail che tu hai voluto mandare solo alle donne perché cerchi con loro una voce comune. Ti ho chiesto il permesso di pubblicarla e ti ringrazio di avermi consentito di condividere questa tua voce. So che hai 25 anni e che sei, come la maggior parte delle ragazze di oggi, una persona ricca, curiosa, magnifica. Anch’io credo che le ragazze – e le donne – siano studentesse, operaie, medici, architetti… insomma, persone con una vita e un lavoro normali. Ecco perché, da uomo, mi piace diffondere le tue parole, che sono migliori di quelle che io avrei potuto trovare. Grazie!

Scrivo una mail perché faccio fatica a scrivere solo su facebook, solo messaggi di sdegno a amiche, mamma, nonne e zie. Scrivo a sole donne perché credo che in questo possiamo trovare un collante comune. Non che gli uomini non possano capire, non che non possano collaborare. Non c’è niente di femminista o di non femminista nelle mie parole, solo che da donna, in questi ultimi giorni, mi sento di scrivere a voi, per cercare una mano, una voce comune.
Non siamo schifate? Non siamo circondate da un’immagine e una strumentalizzazione dell’immagine di quelle ragazze eccessiva? Non siamo arrivati davvero oltre? (altro…)

Il mondo visto dalle donne

Ho letto un libro bellissimo, che vi voglio raccontare. Strano, di questi tempi, per me, riuscire a leggere un libro solo per il piacere di farlo. Ma <Dell’amore e del dolore delle donne> ha un titolo che mi attraeva. Non è facile, per noi uomini, parlare di donne.  La loro forza ci spaventa. Il loro linguaggio è molto più appropriato del nostro. La loro capacità di tirare fuori i sentimenti ci fa sentire inadeguati. Come se a noi, poveri maschi, mancasse qualcosa. Non deve essere stato facile per Umberto Veronesi affrontare quel tema.  E non dev’essere stato facile arrivare alla conclusione che c’è bisogno di un nuovo matriarcato e che la guida del paese dovrebbe essere per metà in mani femminili. Sono argomenti che condivido, ma non sarei mai stato capace di tirarli fuori con tanta lucidità. Anch’io credo ci sia bisogno di rimettere le donne alla guida della società. Il nostro modello di sviluppo – penso a come abbiamo ridotto l’aria, al lavoro che si mangia la vita, alla ricchezza di pochi che è cresciuta in parallelo alla povertà di tanti – non è stato il modello migliore. Forse, se ci fossero state le donne – o anche le donne –  là dove si prendono le decisioni, ora avremmo un mondo diverso. E migliore.

Poi però penso a Milano. Che ha un sindaco donna. E che alle donne – ma solo quelle tra i 40 e i 60, e che non abbiano un marito – ha regalato i biglietti del cinema. Sono sicuro: faremo – io, insieme alle donne che governeranno con me – molto di meglio.