Archives for posts with tag: Elezioni comunali Milano

Cento, mille Rose

Era già passata la mezzanotte, ieri, quando ho chiuso la mia giornata. Ultimo appuntamento al cinema Mexico, il nostro cinema Paradiso. Che colpo d’occhio, era pieno di gente di tutte le età; sembrava – ed è un complimento – una balera di paese dove si stava celebrando una festa.  Presentava Dino, di professione medico del lavoro. E c’erano tutti quelli del comitato di zona 6 che hanno organizzato la serata. Ogni mercoledì, hanno raccontato, si trovano in via Capinera numero sei alle sei della sera. Ormai i comitati, hanno raccontato dal palco, sono diventati di più dei circoli… è la città che si è svegliata, questa è la prova concreta. Ovunque gente che esce di casa, si dà da fare, pensa e progetta il futuro, offre il proprio impegno e il proprio lavoro.
Come Rosa. Mi hanno raccontato che ieri mattina si è presentata in piazza Santa Maria Beltrade alle dieci della mattina, i miei volontari erano già lì al lavoro. E’ un’ex insegnante, appena andata in pensione; ha un figlio di 33 anni, appena rimasto senza lavoro; abita in zona di piazzale Brescia ed è venuta a offrire la sua disponibilità. Ho visto delle pagode chiuse, ci ha detto. E allora eccomi qua: avete bisogno di aiuto? Sì, Rosa, grazie; abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per far cambiare Milano. Chi ha tempo libero, chi ci crede, si faccia avanti: venga nella nostra sede di via Sartirana, venga in Santa Maria Beltrade, si metta in contatto con noi sul sito. I volontari sono la nostra ricchezza. Voi siete la nostra forza. Dobbiamo essere in cento piazze e in mille vie; dobbiamo essere lì a parlare con le persone, a dare i nostri programmi, anche le nostre spillette…
Ci servono cento, mille signore Rosa.

Mancano due settimane

Mancano solo due settimane… Denso di impegni, questo sabato l’ho dedicato alla zona 2.

Primo appuntamento stamattina al quartiere Adriano, i comitati dei cittadini mi hanno invitato a visitarlo insieme a loro: niente assemblee con interventi e domande, questa volta, ma una lunga passeggiata–staffetta in cui i rappresentanti dei diversi gruppi si sono alternati ad accompagnarmi in giro. E a raccontarmi.

Siamo all’estrema periferia nord-est di Milano, dove il nuovo insediamento sull’area ex Marelli è cresciuto in fretta, mi spiegano; i primi abitanti sono arrivati lo scorso anno e ora se ne contano già duemila. Mi guardo intorno, palazzi e grattacieli nel deserto: a parte le case manca tutto, il centro commerciale, gli impianti sportivi, i mezzi pubblici. La costruzione della promessa metrotramvia 7 è interrotta. Per le strade, intervallate da spazi sterrati, ci si trova po’ disorientati, le targhe sono provvisorie, numeri civici assenti. Tutte le persone che incontro oggi chiedono la stessa cosa, “basta progettare e costruire edifici senza pensare contemporaneamente ai servizi e alle infrastrutture!”. Anche le scuole sono ancora da costruire, qui. Mi si avvicinano genitori con bambini in carrozzina, “speriamo di poterli mandare alle Medie nel quartiere, quando crescono…”. Perché per il momento una scuola media non c’è.  Le mie “guide” mi aprono davanti mappe, quello che c’è e quello che ci dovrebbe essere… Mi indicano percorsi, piste ciclabili da completare, aree verdi da organizzare, proposte per migliorare la viabilità.

D’altra parte, chi può conoscerle meglio di loro, le soluzioni? Ecco perché è fondamentale ridare autorevolezza ai consigli di zona, farli diventare municipalità dove decide chi vive i problemi da vicino. Non più periferie ma tanti centri, questa la Milano che immagino. Solo conoscendo i posti uno per uno si trovano le occasioni per imparare cosa serve veramente.

Anche al mercato rionale di via Trasimeno incontro tanta gente, ci sono domande e richieste, devo prendere appunti per non dimenticare niente; in molti però ci ringraziano di essere ogni giorno nelle strade per parlare, ascoltare . Mancano due settimane al voto, ora, ma io lo sto facendo da giugno e devo dire che questa è la parte più bella. Perché per tornare ad avere fiducia nella politica, i cittadini devono sentirsi soprattutto coinvolti in un progetto.
Abbiamo camminato due ore, alla fine. Ultima tappa è piazza Costantino, vecchio centro di Crescenzago. Un saluto ai nostri volontari che proprio stamattina hanno inaugurato la pagoda; e poi agli amici dell’Anpi, che nella storica sede mi aspettano per un aperitivo.

La giornata non è finita, però… Giusto un paio d’ore di sosta e nel pomeriggio sono di nuovo in via Padova, per la festa dei bambini organizzata dall’associazione “Amici del parco Trotter”. Ci sono stato diverse volte, al Trotter, negli ultimi mesi, ci torno sempre con molto piacere. E’ un posto bellissimo, un’oasi verde che rappresenta una risorsa per tutta la città e che meriterebbe di essere valorizzata di più. All’interno di questo complesso scolastico, frequentato ogni giorno da centinaia di ragazzi, un luogo di cultura che fa parte della storia di Milano, ci sono edifici da ristrutturare e riqualificare; potrebbero essere adibiti a nuove destinazioni, aperte al territorio. I progetti ci sono, attendono solo di essere realizzati; così come è sempre grandissimo l’impegno da parte dei genitori e degli insegnanti. Le difficoltà pratiche (ed economiche) esistono, inutile negarlo, però ancora una volta sono le persone a fare la differenza, le persone che si mettono in gioco pensando agli altri. Una cosa che riscontro ogni giorno ovunque vada, e riesce sempre a trasmettermi entusiasmo.

C’è un limite

Sono stato a Genova, dove, guidato dall’assessore alla cultura, ho visitato la città dei bambini e dove di nuovo, se fosse servito, mi sono convinto che una buona aministrazione può fare molto per il benessere dei suoi abitanti. Poi – come ogni giorno – gli appuntamenti uno di seguito all’altro: il Cral del Comune, la festa di Primavera in quell’oasi meravigliosa che è il Vivaio delle sorelle Riva, le polpette della Ciccilla e ancora le telecamere di Milanow. Giornata magnifica, non fosse che a metà pomeriggio il cielo è diventato scuro e le agenzie hanno battuto una dichiarazione.

In genere le stupidaggini mi fanno ridere; stavolta confesso che mi hanno fatto andare su tutte le furie. Penso che solo gli stolti o quelli in malafede possano scambiare la buona educazione e la gentilezza per debolezza. Nel mio slogan, <la forza gentile>, io mi riconosco in pieno e non ho alcuna intenzione di cambiare modo di fare. La volgarità, la sguaiatezza, l’inciviltà, non mi avranno; né – ho troppo rispetto per i milanesi -accetterò di trasformare questa campagna elettorale in un ring. Per vincere mi basta restare attaccato alla realtà: alle cose non fatte, alle promesse non mantenute, ai pasticci combinati, alle liti, agli sprechi, alla manifesta incapacità, insomma, di governare.
Però non posso lasciar correre le improvvide parole di Letizia Moratti. Dicevo che solo un ignorante può sostenere che io sarei un rappresentante della <sinistra forcaiola> e solo una persona che ha perso la testa può dire di me che in materia di giustizia sarei <un esempio di incoerenza e di scorrettezza morale>. La Moratti parla di cose che non sa e chi gliele fa dire stavolta ha davvero esagerato.  Poveretta, dice a me che la presunzione di innocenza è uno dei caposaldi del nostro stato di diritto… vada a leggersi i miei libri, oppure il mio progetto di codice penale. Lei, piuttosto, dovrebbe spiegare ai molti che ne sono rimasti sconvolti, e non solo tra i cattolici, come fa a sopportare in silenzio i comportamenti dell’uomo che ha voluto capolista del suo partito. Quell’attitudine a trattare le donne come passatempo per il guerriero stanco;  il disprezzo, le contraddizioni e le bugie. Una giornalista americana è venuta a fare un’inchiesta per una testata importante: cercava di spiegare agli americani – che sono attoniti – come sia possibile trangugiare certi comportamenti. Ha voluto intervistare anche me, l’avvocato che ha sconfitto in tribunale Silvio Berlusconi e che non ha mai usato quegli argomenti per combatterlo sul piano politico. Non so se è riuscita a trovare una risposta…