Archives for posts with tag: Esempio

Esempi d’oltreoceano

Ci scrivono dall’ America, e chi lo fa è nientepopodimenoché la signora Michelle Obama. Il cambiamento richiede l’impegno di tutti, a ogni livello e ognuno, nel suo piccolo, è chiamato a fare quello che può. E’ una dura realtà, ma l’alternativa è essere nelle mani di un padrone: che paga, quindi decide, quindi ordina. Il miracolo dell’elezione di Barak Obama è stato proprio questo, quello di aver coinvolto non solo l’America, ma perfino il mondo nel suo progetto di cambiamento. E così Filippo, il grande Filippo, che lavora con i comitati dei cittadini impegnati nella mia elezione, con il suo piglio quadrato da manager, a ogni riunione li indottrina: dobbiamo lavorare in modo scientifico, dice, misurare giorno dopo giorno i passi avanti che facciamo. Ed è lui, che ha partecipato alla campagna di Obama, che ci gira la mail che vi metto in coda. Prima, però, se non vi va o non potete leggerla, ve la riassumo: negli Stati Uniti in gennaio si celebra la giornata di Martin Luther King. (altro…)

Belleville, Milano.

Ieri sera sono stato in Viale Monza, ad un incontro sul lavoro organizzato dal Circolo del PD Luciano Lama. A proposito, povero Luciano, in questi giorni a sentire le notizie che arrivano da Mirafiori si starà rivoltando nella tomba. Con me c’erano Onorio Rosati e Fabio Pizzul, ed è stato stimolante, dopo parecchio tempo, ritornare al contatto diretto con le persone.

Anche ieri sera, come in quasi tutti i dibattiti che hanno toccato il tema del lavoro cui ho partecipato negli ultimi mesi, è venuto fuori uno scenario allarmante. Sono molto preoccupato dal fatto che, nel nostro paese, la parola lavoro stia, lentamente ma inesorabilmente, scomparendo dal vocabolario. Non è forse la costituzione ad affermare, nell’articolo primo, che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro? (altro…)

Una nuova resistenza.

Ma tu pensa in che tempi viviamo. Ieri, cimitero maggiore, cerimonia al campo della Gloria per ricordare gli italiani che hanno perso la vita per tirare fuori il paese dalla dittatura. Faccio parte del direttivo dell’Anpi, ed è uno dei ruoli che ritengo più importanti: la memoria deve passare il testimone,  non si può consentire che il tempo che passa cancelli la pagina fondante della nostra storia. Doveva venire con me Nori Pesce, la moglie di Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza, che poi si chiama Onorina Brambilla. Nori è la rappresentazione fisica di quello che è stato: aveva vent’anni quando era una staffetta partigiana; è stata arrestata, torturata nel carcere di Monza e internata nel campo di concentramento di Bolzano. Una storia incredibile, la prova di un coraggio e di una rettitudine che sono un esempio per tutti noi. Da quando aveva vent’anni, non ha mai smesso di lottare per una società migliore: adesso la sua ultima battaglia è accanto a me. Dice che sarei il miglior sindaco per Milano. E invita tutti ad andare a votare alle primarie, domenica 14. (altro…)