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I variegati sapori della solidarietà

Zighinì, encilada, quinoa. Sono due giorni che mi capita di mangiare cose buonissime. E pazienza se non riesco più a fare la spesa e il mio frigo è completamente vuoto. Sul treno della Fiom, il viaggio verso Roma, è stata una festa: ho mangiato la torta di mele più buona della mia vita. E se lo dico io che sono il re dei golosi, che davanti a un dolce non riesco a fermarmi, è davvero un complimento. Ma c’era di tutto: teglie di lasagne, torte salate, perfino termos di negroni sbagliato. C’erano famiglie intere, su quel treno, mariti, mogli e bambini; e chi non è venuto ha mandato le cose buone preparate a casa, perché le ore del viaggio fossero, appunto, una festa. Era come se un pezzo di società di fosse ricomposta. Ma ha fatto venire in mente, di nuovo, il Quarto Stato: cittadini in marcia verso un futuro migliore.
Ma è anche il banchetto di ieri, alla Casa della Carità, quello che voglio raccontare. (altro…)

Il rumore della vita

Nonostante il cielo grigio, stamattina ero di buon umore. Pensavo alla festa dell’Ortica che è stata una delle mie tappe di domenica. Ormai, questo viaggio dentro Milano è anche un viaggio dentro i nostri più grandi cantautori… e chi può dimenticarsi della banda dell’Ortica? Posto incredibile: un paese dentro Milano, praticamente. Un posto dove venivo la domenica, quando ero bambino, con i miei fratelli. Un posto con la piazza, la chiesa, la pasticceria eoliana che fa i cannoli alla ricotta, la corona di negozi, la gente che si ferma a chiacchierare nel giardino. Ho avuto la stessa sensazione che hai se vai a Londra, e dopo una lunga corsa in metropolitana sbarchi a Hampstead, o a Primerose Hill. Veri e propri paesi dentro la città. Qui abbiamo parlato di due tra i temi della mia campagna elettorale che mi appassionano di più: gli Ortica bond e la rete wi-fi libera e gratuita. Sono temi che mi piacciono perché sono cose concrete, programmi realizzati o realizzabili a breve, non liste dei sogni. Perché il sogno è importante, è visione, indica la strada; ma poi bisogna agire.

Mi sono rimaste impresse alcune frasi. Ha detto una signora:  “Bere un caffè insieme, avere un luogo di ritrovo, vuol dire meno pillole, meno infelicità, meno malessere. E qualcuno ha parlato del rumore della vita.” (altro…)

La meglio gioventù

Posso dirlo? Sono felice. Hanno fatto tutto loro, i miei angeli custodi. Mentre io corro da una parte all’altra di questa mia città che scopro ogni giorno di più, mentre io ascolto gruppi di persone e discuto con loro i programmi, mentre io me ne sto chiuso a studiare i dossier su quel che sarà la nostra Milano, loro hanno lavorato come formichine e hanno organizzato l’inaugurazione della nostra sede. Via California, angolo via Foppa, una vetrina sulla strada, un piccolo posto trasformato in pochi giorni, con le nostre sole forze, nel nostro quartier generale. C’era tanta gente, l’altra sera; abbiamo brindato, mangiato, chiacchierato, riso insieme. Ero commosso: quando sono arrivato – trafelato, come al solito – è partito un applauso. Un applauso per me? Ero incredulo… Ecco, voglio fare da qui un grandissimo applauso per loro. Loro sono i ragazzi che lavorano con me: studenti, giovani che lavorano e dedicano tutto il loro tempo libero alla nostra campagna. Sono tanti, ma Valentina, Davide, Giovanni, Francesco, Victoria e Filippo, sono quelli che trovate in sede ogni giorno. Loro sono la forza nei momenti di stanchezza. Loro sono il motore di questa nostra avventura: non possiamo deluderli. Vincerò per voi, ragazzi. Anzi: vinceremo insieme.