Vi avevo già detto, di ieri sera. Ma voglio tornarci sopra perché è stata la serata più emozionante della mia campagna elettorale. Questa campagna sono dei fili che si tendono, e poi si annodano, si ritrovano, formano una trama. Un tessuto prezioso. Avevo già incontrato le donne e gli uomini della cooperativa La cordata, e adesso eccoci qui, di nuovo insieme, e stavolta anche insieme a chi vede in me – nel futuro che potremo costruire – la speranza di una città più giusta. La regia è emozionante: il filmato di una partita di basket in carrozzella. Le interviste ai protagonisti. Dice un ragazzo: Era sabato sera, ho fatto un incidente in macchina… Un altro aggiunge: se tornassi indietro, vorrei rifare tutto, anche l’incidente; perché adesso sono una persona meno tormentata. Valentina, la voce suadente, è un’ attrice, legge una lettera meravigliosa: è di Nenette, la mamma di un ragazzo che vive sulle ruote e che la burocrazia vessa perché vuole essere sicura che non rubi l’assegno di accompagnamento.
Franco Bomprezzi, che, anche lui, vive su una carrozzella, racconta di sé: Quando si vive una situazione sulla propria pelle, dice, non ci si può tirare indietro. Lui racconta di averci provato. Ha cominciato a fare il giornalista a Padova e l’aveva messo bene in chiaro: voglio occuparmi di cronaca nera, non voglio occuparmi di disabili. Mica le giornaliste devono occuparsi solo di donne… Come disabile, voleva essere invisibile.