Archives for posts with tag: Inclusione sociale

Gli invisibili

Vi avevo già detto, di ieri sera. Ma voglio tornarci sopra perché è stata la serata più emozionante della mia campagna elettorale. Questa campagna sono dei fili che si tendono, e poi si annodano, si ritrovano, formano una trama. Un tessuto prezioso. Avevo già incontrato le donne e gli uomini della cooperativa La cordata, e adesso eccoci qui, di nuovo insieme, e stavolta anche insieme a chi vede in me – nel futuro che potremo costruire – la speranza di una città più giusta. La regia è emozionante: il filmato di una partita di basket in carrozzella. Le interviste ai protagonisti. Dice un ragazzo: Era sabato sera, ho fatto un incidente in macchina… Un altro aggiunge: se tornassi indietro, vorrei rifare tutto, anche l’incidente; perché adesso sono una persona meno tormentata. Valentina, la voce suadente, è un’ attrice, legge una lettera meravigliosa: è di Nenette, la mamma di un ragazzo che vive sulle ruote e che la burocrazia vessa perché vuole essere sicura che non rubi l’assegno di accompagnamento.
Franco Bomprezzi, che, anche lui, vive su una carrozzella, racconta di sé: Quando si vive una situazione sulla propria pelle, dice, non ci si può tirare indietro. Lui racconta di averci provato. Ha cominciato a fare il giornalista a Padova e l’aveva messo bene in chiaro: voglio occuparmi di cronaca nera, non voglio occuparmi di disabili. Mica le giornaliste devono occuparsi solo di donne… Come disabile, voleva essere invisibile.

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I bambini maledetti

Capita di imbattersi in storie da non credere. La storia di Jacques, ad esempio. Jacques è il direttore di una casa di riposo, ha una moglie italiana e tre figli. Viene dal Congo, da una famiglia poverissima, ha patito la fame e l’abbandono. Poi, da bambino, ha incontrato dei preti italiani e si è salvato: è venuto in Italia, ha studiato, si è laureato, ha messo su la sua famiglia, lavora in una cooperativa sociale. Dice di essere un uomo felice. Dice anche, però, di non poter dimenticare. E di aver fatto una promessa solenne:  non dimenticherà i bambini che sono oggi quello che lui è stato ieri. Oggi che non patisce più la fame, non dimentica chi non ha niente da mangiare.
L’ho incontrato ieri sera, a casa di un’amica che ha organizzato per me una festa a sorpresa e, soprattutto, una raccolta di fondi per l’ associazione fondata da Jacques. (altro…)

I variegati sapori della solidarietà

Zighinì, encilada, quinoa. Sono due giorni che mi capita di mangiare cose buonissime. E pazienza se non riesco più a fare la spesa e il mio frigo è completamente vuoto. Sul treno della Fiom, il viaggio verso Roma, è stata una festa: ho mangiato la torta di mele più buona della mia vita. E se lo dico io che sono il re dei golosi, che davanti a un dolce non riesco a fermarmi, è davvero un complimento. Ma c’era di tutto: teglie di lasagne, torte salate, perfino termos di negroni sbagliato. C’erano famiglie intere, su quel treno, mariti, mogli e bambini; e chi non è venuto ha mandato le cose buone preparate a casa, perché le ore del viaggio fossero, appunto, una festa. Era come se un pezzo di società di fosse ricomposta. Ma ha fatto venire in mente, di nuovo, il Quarto Stato: cittadini in marcia verso un futuro migliore.
Ma è anche il banchetto di ieri, alla Casa della Carità, quello che voglio raccontare. (altro…)