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Il manifesto della campagna siete voi!

Mi dicono: non ci sono manifesti di Pisapia, in giro. Ragazzi, il manifesto sono io, in carne ed ossa! E il manifesto siete voi, tutti quanti!
Ogni giorno che passa marca sempre più la differenza di questa campagna elettorale: di là ci sono i litigi, i programmi non realizzati, i capolista-civetta e ci sono tanti soldi. Di qua c’è l’accordo più vasto tra le forze politiche mai raggiunto in vent’anni, la passione di tutti e pochi soldi. Non è che non ci piacciano, i manifesti: è che gli spazi costano molto e noi – un po’ siamo costretti e un po’ pensiamo che sia giusto così – non possiamo spendere montagne di euro. Noi, però, stiamo facendo un miracolo.
Questa è una campagna nuova
; o, se volete, una campagna vecchio stile. Noi consumiano le scarpe; noi andiamo ad ascoltare le persone nei luoghi dove vivono e lavorano, noi siamo ricchissimi di iniziative, entusiasmo, fermento. Noi siamo un modo nuovo di fare politica, noi siamo davvero l’alternativa – e lo dico in senso culturale – al berlusconismo.
Tutti quelli di voi – e sono tanti – che hanno partecipato a qualche iniziativa lo hanno visto con i propri occhi. Ovunque, a qualsiasi ora, partecipano moltissimi cittadini. Non se ne stanno in casa a guardare la tivu; escono per venire a incontrarci e a parlare con noi. Non si fanno abbindolare da slogan fasulli e irreali; vengono a fare proposte. Non si accontentano del mondo di plastica che qualcuno racconta come fosse vero; ci aiutano a capire la realtà e ci suggeriscono come migliorarla. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra campagna e convinti: stiamo lavorando insieme per cambiare. E non cambieremo solo Milano.

11 metri sopra il cielo

Caro Giuliano, l’officina politica ha svolto le proprie votazioni interne e il candidato che sarà da noi pubblicamente sostenuto, a seguito dei 4 incontri…. (rullo di tamburi) ….sei TU!!!!

Quando sulla tua mail compare un messaggio così, ti riconcili con il web. Quel web che ormai succhia troppe energie e che, tu lo voglia oppure no, ti tiene incollato allo schermo del computer invece che sulle pagine di un libro, o semplicemente seduto sul divano con in bicchiere di vino fresco accanto. Vedi il mittente e l’oggetto del messaggio e pensi che è un’altra fatica: impegni nuovi di lavoro, cose da fare, domande complicate a cui rispondere. Poi, però, appunto, ti arriva un messaggio così e ti ritrovi a sorridere, contagiato dal buon umore che trasmette. Allora, mi spiego: il messaggio arriva dai ragazzi di 11 metri, un’associazione di giovani preparati e appassionati che sono molto impegnati sui temi della politica e che hanno fatto un gran lavoro sulle primarie. (altro…)

Giù dal palcoscenico, tra la gente.

Venerdì i sindaci della sinistra che vince, sabato la cultura. Sono proprio soddisfatto di come sta andando questa campagna elettorale. Incontro tante persone, tocco con mano tante situazioni, e poi ho incontri come quello che abbiamo intitolato Su al Nord, che è come andare a fare un master in scienza della politica. Si è capito da quello che faccio, che la politica spot, quella fatta sulle situazioni create per mandare una foto ai giornali, non è il mio stile. L’effimero non mi piace proprio, è qualcosa che mi è davvero lontano.
Piuttosto, di quello che ha detto il city manager di Torino Cesare Vaciago mi sono rimasti impressi quattro punti che vorrei condividere. Ha detto che per amministrare bene una città serve: 1)la pulizia; 2)la strategia; 3)non mollare il welfare; 4)fare il sindaco, non il city manager. Il discorso sulla pulizia mi ha molto colpito: lo avevo detto nel mio primo discorso, al Litta, quando mi sono presentato alla città. (altro…)