Archives for posts with tag: la politica che non mi piace

Fango

L’aveva detto Roberto Saviano, due settimane fa al Palasharp: il rischio fango è in agguato, chiunque si <espone pubblicamente sa che pagherà un prezzo in termini di diffamazione, di delegittimazione>. Parlava del governo, ma vale anche per il governo della città. Mi tocca da vicino quello che accade oggi e mi fa più male perché non riguarda me ma la persona a me più vicina. C’è stato un vortice di telefonate anonime, nel puro stile della macchina del fango. Il fatto è semplice, e ve lo voglio raccontare, prima che lo leggiate sui giornali: la mia compagna abita da molti anni, da prima che noi ci conoscessimo, in un appartamento di proprietà di un ente pubblico. Lei non è canditata a niente, è un privato cittadino, è semplicemente una donna che lavora e, come tutte, lo fa fuori casa, e poi in casa, per quella storia conosciuta della doppia vita delle donne. Paga il regolare affitto che è previsto. Non è un reato, abitare in una casa di proprietà di un ente pubblico. Mentre certo è un problema l’incapacità degli enti che dispongono di un patrimonio immobiliare di gestire al meglio le proprie disponibilità. E state certi che contro quelle inefficienze io mi batterò. Del resto, è la mia storia a raccontarlo. (altro…)

Quinto potere

Sono un po’ imbarazzato a girare qui i messaggi che ho ricevuto ieri sera, durante e dopo la trasmissione di Gad Lerner – L’Infedele, su La 7 – cui ho partecipato insieme a un bel gruppo di ospiti e che voleva sviluppare una discussione sulla contraddizione della Lega. Un partito che blatera contro Roma ladrona, il governo di Roma, e cosette simili, e poi a Roma c’è eccome, e naturalmente siede in quel governo che critica e sbeffeggia. Oltre che a sedere, ormai, in tutte le posizioni di potere senza aver modificato le logiche, del potere. Come ai tempi della vecchia Balena bianca, la Dc. Addirittura il sindaco di Treviso, un colorito Gianpaolo Gobbo, ha teorizzato questa politica di lotta e di governo: fatelo anche voi, ha suggerito beffardo al centro sinistra, noi in questo modo prendiamo un sacco di voti. Verissimo. Vero che fanno il pieno di voti colpendo la pancia della gente e assecondando un pericoloso populismo senza risolvere i problemi, pensate solo alla bufala delle ronde; e vero che mentre sul territorio imprecano contro <i ladroni>, in quella famosa Roma ci vanno a braccetto.  E così quando Gobbo si è placato (ha gridato per quasi per tutta la trasmissione) e ha detto che condivideva la mia proposta, non mi è parso vero: ho detto che il comune che amministrerò io dopo aver vinto le primarie e battuto Letizia Moratti, non farà confusione tra controllori e controllati e che saranno i migliori, non quelli con la tessera giusta, a sedere nei consigli di amministrazione delle aziende. L’idea è piaciuta anche a lui, ha detto che ho ragione, bisogna realizzarla. Ho solo un dubbio: vista la sua filosofia, non è che poi nei fatti si comporta al contrario? La coerenza, si è capito, non è nel patrimonio genetico dei leghisti. (altro…)

Il (breve) riposo del candidato

Sono indeciso: non so se cominciare dalla cosa bella o da quella brutta. Va bene, siccome sono un inguaribile ottimista comincerò da quella magnifica: ho fatto il primo bagno in mare della stagione. Sabato mattina ho pensato che un regalo me lo dovevo proprio e il tempo, da parte sua, ha fatto un regalo a me: 22 gradi, un sole caldo, il mare piatto come una tavola, la spiaggia piena di gente in costume. Per fortuna in Liguria ci vanno i milanesi, e ho incontrato molte persone che mi hanno stretto la mano, ringraziato e fatto gli auguri. Anzi, gli auguri li facevano a se stessi: perché è chiaro a tutti che questa non è la mia battaglia; è la nostra battaglia. Accidenti, come si sta bene a riposare! Ho dei vaghi ricordi di cosa sia una giornata senza pensieri e soprattutto senza impegni e cose da dover fare. Ho cominciato questa corsa per diventare lo sfidante di Letizia Moratti – e naturalmente poi il sindaco della città quando finalmente sarà finito il suo mandato –  alla metà di luglio, in una giornata torrida, con un incontro affollatissimo al Teatro Litta. Da allora, non mi sono più fermato: ho lavorato tutti i giorni, tutta l’estate. (altro…)