Archives for posts with tag: Primarie Milano

La Prinz

Ma chi ha avuto l’idea della Milano si accende? Cento fiori, cento luci, cento bicchieri; la notte bianca per Giuliano; la notte rossa di Guliano; cin cin salute a tutti; cin cin salute a Milano… Ci siamo fatti delle risate, in questi giorni, mentre immaginavamo un titolo per quello che abbiamo messo in scena stasera. L’idea è bella: facciamo un anticipo di quello che sarà tra pochi mesi, quando sarò il sindaco di Milano e avrò riacceso le luci che la Moratti ha spento via via, togliendo alla città l’allegria, la giovinezza, anche la sicurezza. Perché non c’è dubbio che solo una città viva è una città più sicura. Dunque bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e tutto quello che ci viene in mente, aperte per festeggiare quello che sarà tra poco, la rinascita della città. E, prima, per convincere gli ultimi indecisi, per spiegare loro che la prima vera scelta per cambiare Milano è mettere la croce sul mio nome, domenica, sulla scheda. (altro…)

Cotolette e frittata

Se c’è una colpa che posso dare a mia madre è quella di non avermi insegnato a mangiare di tutto. A casa mia, da bambino, c’erano sempre o cotolette o frittata, gli unici piatti che la mamma – eravamo sette figli! – preparava per noi. Così la verdura, ad esempio, non l’ho mai mangiata. E’ un blocco di principio, più che di fatto. Perché, per esempio, la parmigiana mi piace da morire, ma non chiedetemi se voglio un contorno di melanzane, risponderei subito di no. Eppure ieri sera, al Tempio d’oro, là dove la zona 2 ha organizzato per me una cena elettorale, ho capito che col tempo si migliora. Che ricordi, in quella trattoria di via delle Leghe. Era la sede dell’associazione Italia-Nicaragua e una volta, quando io ero ragazzo, c’era Renato; adesso ha passato il testimone a suo figlio Maurizio. Che aveva sette anni, mi ha detto, quando io ero spesso là. Dunque, ieri sera, mi ha servito: caponata siciliana, un sigaro filippino con un ripieno di cavolo cappuccio e carote, brick tunisino che è una sfoglia di acqua e farina ripiena di patate, prezzemolo e cumino. Ho mangiato tutto, e che piacere. Ma giuro che se me lo avessero detto prima, non mai avrei creduto di gustare del cavolo e delle carote. (altro…)

Dalla parte di Nicolino ed Enrico

Mi cambiavo per uscire, per andare alla festa che il Cam aveva organizzato per me. C’era un’atmosfera così allegra, che forse ho anche esagerato. Io, che gli amici mi prendono in giro perché dicono che non so ballare, ho ballato tutta la sera. Perfino, e Maria, un’amica che mi segue dall’inizio della campagna elettorale dice che ero perfetto, la tarantella. Ma prima di andare in corso Garibaldi, ho fatto un giro di canali in tivù e sono capitato su Fabio Fazio e sui 27 modi per dire <omosessuale>. Mi avevano appena raccontato quello che è successo ieri mattina alla Fiera di Milano, là dove c’é la conferenza sulla famiglia: dentro parlavano dell’ unica famiglia che <loro> riconoscono, quella <fondata sul matrimonio ai fini della procreazione>. Fuori c’era un pezzo di realtà. (altro…)