Archives for posts with tag: Promesse mancate

Con il cuore in mano, riprendersi la città

Patrizia è del comitato di zona 8, eccola qui, all’ingresso dello Spazio Annunciata, in via Paolo Sarpi: <Pisapia – dice – rappresenta il cuore di questa campagna elettorale. Milano ha bisogno di diventare più affettuosa e lui è la persona giusta a trasformarla>. Questo è l’ultimo incontro della giornata, e anche qui, stasera, c’è il pienone. Hanno portato un sacco di sedie, ma non bastano, molti devono stare in piedi. Sergio Grossetti, che ha prestato questo posto bellissimo, una galleria d’arte che sembra un pezzo del Village, mette a disposizione anche il divano del suo ufficio, meno male che ha le ruote. Mi racconta Grossetti, che quella fondata da suo padre Bruno è stata una delle prime gallerie d’arte d’Italia, con licenza datata 1939. Allora erano in via Manzoni, poi – sono le sue parole – <la moda ci ha dato un calcio e ci ha cacciato via dal centro>.
Ma Grossetti, a Chinatown si trova bene e il suo spazio serve anche al quartiere. (altro…)

Quinto potere

Sono un po’ imbarazzato a girare qui i messaggi che ho ricevuto ieri sera, durante e dopo la trasmissione di Gad Lerner – L’Infedele, su La 7 – cui ho partecipato insieme a un bel gruppo di ospiti e che voleva sviluppare una discussione sulla contraddizione della Lega. Un partito che blatera contro Roma ladrona, il governo di Roma, e cosette simili, e poi a Roma c’è eccome, e naturalmente siede in quel governo che critica e sbeffeggia. Oltre che a sedere, ormai, in tutte le posizioni di potere senza aver modificato le logiche, del potere. Come ai tempi della vecchia Balena bianca, la Dc. Addirittura il sindaco di Treviso, un colorito Gianpaolo Gobbo, ha teorizzato questa politica di lotta e di governo: fatelo anche voi, ha suggerito beffardo al centro sinistra, noi in questo modo prendiamo un sacco di voti. Verissimo. Vero che fanno il pieno di voti colpendo la pancia della gente e assecondando un pericoloso populismo senza risolvere i problemi, pensate solo alla bufala delle ronde; e vero che mentre sul territorio imprecano contro <i ladroni>, in quella famosa Roma ci vanno a braccetto.  E così quando Gobbo si è placato (ha gridato per quasi per tutta la trasmissione) e ha detto che condivideva la mia proposta, non mi è parso vero: ho detto che il comune che amministrerò io dopo aver vinto le primarie e battuto Letizia Moratti, non farà confusione tra controllori e controllati e che saranno i migliori, non quelli con la tessera giusta, a sedere nei consigli di amministrazione delle aziende. L’idea è piaciuta anche a lui, ha detto che ho ragione, bisogna realizzarla. Ho solo un dubbio: vista la sua filosofia, non è che poi nei fatti si comporta al contrario? La coerenza, si è capito, non è nel patrimonio genetico dei leghisti. (altro…)

Un sabato di fuoco sotto l’acqua

Non sono metereopatico, però forse un po’ sì, e tutta quell’acqua mi ha messo di malumore. Intanto, mi ha costretto a cambiare programmi e questa è una cosa che mi fa imbestialire: non sopporto di prendere degli impegni e poi non rispettarli. Così, quando ero già in macchina per andare al mercato di piazza Prealpi e mi hanno telefonato per dirmi di lasciar perdere, ché sotto il diluvio non c’era praticamente mercato, ho capito che la giornata si metteva un pò storta. Incontrare le persone, parlare con loro, raccogliere i loro suggerimenti dopo aver conosciuto i loro problemi, è la parte di campagna elettorale che mi piace di più. Preferisco il contatto con le donne, gli uomini in carne ed ossa, che il dibattito astratto.
Il terzo caffé l’ho preso in un bar di via Fara, vicino alla fermata Sondrio della metropolitana, quella allagata perchè a Milano in fretta si costruiscono solo i grattacieli, e che il Seveso metta pure in ginocchio i quartieri.
Poi è stato il frullatore, con dibattiti a quattro con gli altri candidati alle primarie.
Quello che mi è rimasto più impresso, però, è quello che ho visto in via Odazio. Tra un confronto e l’altro ho raggiunto il comitato di quartiere di zona 6 che aveva organizzato la lettura della Costituzione in piazza. Mancava Cerruti Gino, ma l’atmosfera era quella autentica del Giambellino raccontata da Gaber nella sua indimenticabile ballata. (altro…)