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Tempus fugit

Quanto manca? Mi capita di guardare il calendario e di rivedere, come fosse una moviola, i miei ultimi quattro mesi. Mesi pieni, entusiasmanti, faticosi. Adesso manca solo una settimana…
Va bene così, era ora. E’ ora di cominciare a pensare all’avversario vero, alla Moratti o a chi per lei. A Milano che tornerà ad essere amministrata da noi, sulla scia di una tradizione riformista che molti hanno dimenticato. Mi piacerà essere il sindaco di questa Milano che si sveglia.

Mi ha colpito, ieri sera, l’incontro promosso da Libertà e Giustizia. Un teatro strapieno, ci saranno state 500 persone. Un confronto vero, perché ha ragione Sacerdoti quando dice che non è il momento di fare melina. Certo che non siamo nemici – per me non è un nemico nemmeno chi sta dall’altra parte, conosco solo avversari – ma in questa fase siamo contendenti e dev’essere chiaro quali sono le differenze tra di noi.  Sennò, come si fa a scegliere? La marmellata, adesso, non va bene. E’ appiccicosa.  Io penso – e i sondaggi lo confermano – di essere il candidato che ha più chance di battere il centrodestra. Per la mia storia personale, perchè non mi sono svegliato una mattina e ho deciso che volevo fare il sindaco, perché sono capace di parlare con tutti.  So che riporterò al voto i delusi e i disillusi; sono stati i loro messaggi – se ti candidi tu, torniamo a votare – a convincermi a buttarmi in questa avventura. (altro…)

A proposito di imprese sociali…

Sono andato alla Barona, a vedere come lavorano e che cosa fanno quelli della Cordata.  Una storia bellissima, che nasce alla fine degli anni ’80 da un gruppo di scout dell’Agesci.
E a proposito di scout, che tuffo nel passato! Siamo lì a parlare, quando PaoloCottino, giovane urbanista, responsabile della sezione periferie e riuso degli spazi, tira fuori una foto. L’ha portata per me, dice che gliel’ha data suo padre, e dice che in quella foto ci sono anche io. Io e suo padre eravamo insieme nei lupetti, con i pantaloncini corti e il fazzoletto al collo, eccoci lì, bambini.
Mi fa un certo effetto sentire questo ragazzo, che potrebbe essere mio figlio, e scoprire come abbia fatti suoi i nostri ideali e come stia lavorando, insieme con gli altri, per realizzarli. (altro…)